SULLE SPALLE DEI GIGANTI

Il libro di Tim Ferriss – Tools of Titans – con i consigli degli “illuminati” che li hanno sperimentati con successo e hanno migliorato la loro vita

Photo by Luca Zanon on Unsplash

Leggere – e cercare di riassumere – l’ultimo (anzi penultimo) libro di Tim Ferriss, Tools of Titans, è una impresa…“titanica”. Beh…vabbè…questa è forse una esagerazione, anche se non troppo, direi. Tim Ferriss, per chi non lo conoscesse, è uno dei nuovi guru della rete. Autore del libro “cult” 4 Ore alla Settimana, Ricchi e Felici Lavorando 10 volte di meno, che è poi diventato un super bestseller ormai dieci anni fa, Tim prefigura e auspica uno stile di vita – lifestyle, come lui stesso lo definisce – da “uomo rinascimentale”. Una vita dove il lavoro non la fa “da padrone” e dove è innanzitutto il benessere psicofisico della persona, nella sua interezza, che conta davvero e su cui tutti noi siamo chiamati a riflettere e ad agire.

Ed è proprio con questo approccio alla vita che Tim, un paio di anni fa, con la passione e l’entusiasmo di sperimentare nuove avventure che lo contraddistinguono, ha lanciato il suo podcast The Tim Ferriss Show dove ha avuto l’opportunità, più unica che rara, di parlare a tu per tu con alcuni dei personaggi più incredibili ed interessanti dei nostri tempi: campioni di scacchi, generali, star del cinema, atleti e gestori di fondi di investimento. Un podcast di ore e ore di colloqui. Persone che possono diventare i nostri “amici” nei momenti difficili..

Insomma una vera miniera di consigli – utili e meno utili – su cui ciascuno, senza distinzione, può riflettere e, soprattutto, agire.

Per rendere la vita più facile, bella ed interessante ai milioni di persone che lo seguono, Tim ha deciso di raccogliere il meglio delle 200 (e oltre) interviste fatte a questi personaggi di vario tipo e di varia natura, nel libro di cui vi parlo, Tools of Titans, appunto, che non è altro che una cassetta degli attrezzi per migliorare la nostra vita: dai riti mattutini ai libri che hanno segnato la loro vita; dai piccoli ma importanti investimenti di cui vanno orgogliosi a quello che “griderebbero ai quattro venti” – il loro manifesto personale – se potessero far arrivare il messaggio a quante più persone possibile.

E questo post vuole essere una specie di recensione, un succo, un concentrato del libro stesso. O, perlomeno, un primo passo verso un percorso che mi porterà a scriverne altri, di post, per dare seguito e approfondire le varie questioni che il libro affronta.

Un libro, dicevo, denso, densissimo di informazioni. Mille e una idee, consigli, pratiche ed esercizi suggeriti da questi personaggi di spicco della comunità degli “illuminati” statunitense. Informazioni che, man mano che leggevo il libro, ho raccolto in un documento word dove mi sono segnata le parti che più mi interessavano. Ne è venuto fuori un “rapportino” di oltre 30 pagine che ho riletto più volte e che intendo mantenere aggiornato anche con le puntate dei podcast – e quindi con i personaggi intervistati – che non sono rientrate nel libro (che si ferma a ottobre 2016).

Tools of Titans, infatti, non è stato scritto per chi ha fretta di arrivare alla fine, chiudere, e dimenticarsene. Va assaporato, digerito, elaborato. Tra l’altro non si ha nessuna difficoltà nel leggerlo. La praticità, la concretezza, la sperimentazione, sono le caratteristiche che accompagnano tutti quelli che hanno contribuito a completare questo puzzle. Dalla forma fisica, all’atteggiamento da tenere davanti alle difficoltà. Da cosa si intende con la parola successo, ai libri più importanti e significativi che si sono letti, abbiamo davanti un panorama davvero variegato, per chiunque sia curioso e non abbia timore di esplorare nuove strade.

Tools of Titans è strutturato in tre “mega sezioni”: benessere psicofisico, ricchezza e saggezza. Vediamo, in ordine, un “assaggio” per ciascuno di questi ambiti.

A – BENESSERE PSICO-FISICO

 Nella sezione dedicata al benessere ci sono tantissime idee e spunti da poter adottare come proprio stile di vita. Diete e nutrizione, pratiche di meditazione, integratori e varie sostanze per il miglioramento cognitivo e per sperimentare stati di profonda meditazione, così come vari tipi di esercizio fisico da praticare come e dove si vuole. Ce n’è davvero per tutti. Ma qui mi piace riportare tre di queste “pratiche”, quelle che mi riprometto di sperimentare nei prossimi mesi. Che sono: La tecnica di respirazione di Wim Hof, le meditazioni guidate di Tara Brach, il five-minute journal.

Vediamole una per una:

1 – LA RESPIRAZIONE DI WIM HOF, the ICE MAN

Wim Hof è un olandese di circa 70 anni soprannominato The Ice Man (l’uomo di ghiaccio). Un prodigio di forza e di resistenza, di salute e di forma fisica che è diventato oggetto di studio da parte delle università americane quali Harvard e Stanford. Wim fa del freddo la sua forza ed ha sviluppato negli anni una tecnica speciale, nemmeno difficile da mettere in pratica, che consiste nel respirare, inalando ed esalando molto velocemente e poi trattenendo il respiro per un periodo più lungo, anche due minuti. Nel corso on line, gratuito, Wim insegna a fare proprio questo.

E il bello di tutto questo è che non occorre tanto tempo per imparare il metodo di Wim Hof che, al contrario di altri, è semplice da applicare, e che ha come effetto incredibile quello di insegnarci a gestire e a controllare il nostro sistema immunitario!

2 – LE MEDITAZIONI GUIDATE DI TARA BRACH

Tara Brach, invece, è una “professionista della salute mentale” e da oltre vent’anni nella sua scuola/ritiro a Washington, pratica la meditazione e la mindfulness.

Ci sono diverse tipologie di meditazione. Quella di Tara è la VIPASSANA, un rituale buddista che ha l’obiettivo di “calmare la mente” e di farci osservare i nostri pensieri, senza giudicarli.

Come per qualsiasi altra pratica fisica, anche la mente va esercitata come un muscolo e guidata a non essere travolta dai mille pensieri che la affollano.

C’è un’altra “titanessa” Maria Popova, di cui parlerò nella sezione dedicata alla saggezza, che ascolta sempre una sola meditazione guidata di Tara Brach, la Smile Guided Meditation.

3 – IL DIARIO DI CINQUE MINUTI

Può la tenuta di un diario cambiare radicalmente la nostra vita? Secondo Tim, si. The Five-Minute Journal serve per sviluppare il senso della priorità da dare alle varie cose che affollano la nostra mente e consiste nel rispondere a queste tre domande:

  • sono grato/a per….individuare tre ragioni per cui siamo grati;
  • cosa farebbe grande questa giornata?…indichiamo le tre circostanze che riteniamo possano dare impulso alla nostra giornata;
  • le tre affermazioni quotidiane….che ci devono accompagnare e che determinano la colonna sonora della nostra giornata.

B – RICCHEZZA

La sezione dedicata alla “ricchezza” è….”ricchissima” di spunti, forse ancora di più che quella sul benessere. Perciò non posso che fare una attenta selezione e rimandare ai post successivi per approfondire e ampliare.

C’è però da premettere che qui, con la parola “ricchezza” si intende qualcosa che va ben oltre il denaro. Oggi, i veri ricchi sono quelli che possono fare ciò che più desiderano del loro tempo e delle loro giornate e non hanno bisogno di uno “stipendio” per sopravvivere. Chi, in altre parole, può vantare uno “stile di vita” come descritto nel libro di Tim già citato (La settimana lavorativa di quattro ore) di libertà da un impiego fisso.

I guru/titani che ho incontrato qui sono tra i miei personaggi preferiti in assoluto: Scott Adams, Seth Godin, James Altucher, Derek Sivers, Peter Thiel, Reid Hoffman, Peter Diamantis…e moltissimi altri. Un elenco interminabile di “mentori virtuali” che mi hanno ispirato in questi ultimi tre/quattro anni di “ricerca” e che ho ritrovato, magicamente, proprio nel libro di Tim. Come re-incontrare vecchi amici o maestri che, grazie alla parola scritta, possono essere sempre con me.

Di questi, e in questo spazio limitato che permette un post, ne ho scelto uno in particolare, Scott Adams, famoso cartoonist ideatore di Dilbert e autore di numerosi libri, tra cui How to Fail at almost Anything and Still Win Big. Cosa dice Scott nella sua conversazione con Tim? Tante cose. Ma, prima di tutto, l’idea che è importante focalizzarsi sui “sistemi” invece che sugli “obiettivi”. Vuol dire scegliere un progetto o attivare abitudini che, anche se falliscono agli occhi del mondo, ci fanno crescere in termini di conoscenza e di rapporti umani. Questo significa scegliere quelle alternative che ci permettono di “avere successo” nel tempo, grazie alla costruzione di “abilità” che porteranno allo sviluppo di altri progetti. Nulla è inutile, qualsiasi esperienza è importante, nella vita.

Ed ecco che salta fuori molto a proposito il paragone con il blog. Per Scott Adams, infatti, tenere un blog è un “sistema” e non un “obiettivo” da raggiungere. Questo perché scrivere è una attività che ha bisogno di pratica e il sistema ha bisogno di essere praticato in maniera costante. Anche se non si ha in mente con precisione che cosa si sta praticando, ed è questo che lo rende un sistema e non un obiettivo.

Inoltre, fare blogging è una sorta di sperimentazione che si fa scrivendo su una varietà di soggetti e argomenti diversi per vedere quello che ottiene la migliore risposta o quello su cui ci piace di più scrivere e approfondire.

In sintesi, ed è quello che anche io “sento” da quando ho incominciato a scrivere questo blog, il risultato arriva con il tempo ma non si sa in anticipo né come, né quando.

Il secondo concetto chiave – “caposaldo” – che Scott Adams propone e che potrebbe davvero “arricchirci”, è quello di praticare le cosiddette affirmations. Ebbene sì, le “affermazioni” – frasi incentivanti o slogan – funzionano anche se non è affatto chiaro come e perché. Secondo Adams non c’è nulla di magico in questo ma solo il fatto che per lui ha funzionato.

Come ha fatto? Semplicemente basta scegliere un obiettivo e scriverlo ogni giorno per 15 volte (o ripeterselo mentalmente). Ad esempio: Io, Scott Adams, diventerò un astronauta. Se faremo questo costantemente, ogni singolo giorno, sarà come se l’universo cospirasse e facesse in modo che quell’obiettivo si concretizzi davvero. Ed è successo proprio questo con il nostro “titano” sia quando si è posto l’obiettivo di fare il cartoonist, che per quello di recuperare la voce che aveva perso per una strana e rara malattia (disphonia spasmodica). Da notare, tuttavia, che ci sono voluti anni! Quello che conta è il grado di focalizzazione e il coinvolgimento che si ha su quella frase/affermazione che ripetiamo quotidianamente.

Quello che si può certamente dire è che usare le affirmations permette di focalizzare la nostra mente su una determinata cosa. Perciò ci capita di notare cose nell’ambiente che ci circonda che non avremmo notato mai se non avessimo praticato questa tecnica. Abbiamo attivato un filtro che prima non faceva passare certe informazioni!

Qualche ulteriore consiglio utile per migliorare la nostra vita e “arricchirla”:

LIMITARE LE DECISIONI DA PRENDERE: quando ci concentriamo su poche cose, minimizziamo lo sforzo che la nostra mente deve fare per metterle in pratica.

DIVERSIFICARE: è buona norma, nella vita, diversificare nel più ampio senso del termine e non solo per i nostri investimenti finanziari. In fin dei conti, se si ha un solo amico e lo si perde, ciò rappresnenta un problema per noi. Ma se di amici ne abbiamo 10, o 20, allora la faccenda si fa meno drammatica e più “gestibile”.

LA LOGICA DELLA DOPPIA O TRIPLA…ABILITA’: Se si vuole avere una vita nella media non c’è bisogno di pianificare. Basta “stare fuori dai guai” e cercare una occupazione che sia di nostro gradimento. Ma se si punta ad una vita “straordinaria” le possibilità sono due:

  • diventare i migliori in assoluto in qualcosa di specifico

oppure

  • diventare molto bravi su due o più cose.

Mentre la prima strategia è difficile, se non impossibile, la seconda è più alla portata delle persone normali. Adams consiglia in particolare ai giovani di diventare bravi a parlare in pubblico – cosa che si può imparare – e poi di sviluppare altre conoscenze più tecniche. Una delle due abilità deve essere di tipo comunicativo (parlare o scrivere bene) mentre l’altra sarà più specifica come, ad esempio, potrebbero essere la fisica o l’economia.

C – SAGGEZZA

Non c’è la via per la felicità…la felicità è la via – Thich Nhat Hnh

E anche sulla “saggezza” si apre davvero un mondo. Il “filo conduttore” che accomuna un po’ tutti gli intervistati è il tema della conciliazione tra felicità e successo: una costante che, in vari modi, viene fuori da quelli che hanno vissuto tra alti e bassi, con fallimenti lungo la via, ma che non hanno mai perso la loro “presenza” nel mondo. Persone che, inoltre, suggeriscono di ridimensionare le nostre preoccupazioni, le nostre angosce, e le nostre insicurezze che vanno inserite in un ambito “universale”, dove noi siamo finalmente consapevoli che la grandezza del cosmo, l’infinita brevità della nostra vita, sono il contesto in cui noi esistiamo e su cui dobbiamo sempre “tararci”.

Trovo, quindi, come dicevo, difficile esprimere una scelta che però, giocoforza, sono costretta qui a fare per ovvi motivi di lunghezza di questo post. Ho scelto quindi due “titani”, Maria Popova autrice del blog di enorme successo Brainpickings e Will Macaskill, giovanissimo professore di filosofia ad Oxford.

Maria Popova è una persona speciale perché ha creato dal nulla, con perseveranza e passione, un blog di enorme successo, con centinaia di migliaia di iscritti, al quale io stessa, nel mio piccolo, cerco di ispirarmi. Maria è una persona solare e felice tanto che si è fatta tatuare sul braccio, dove può sempre vederla, la parola HAPPY. E’ una semplice e immediata parola che, quando siamo in momenti difficili della vita, rappresenta una àncora di salvezza e una verità che spesso ci sfugge.

Tra i suoi libri preferiti ci sono I diari di Henry David Thoureau in cui l’autore parla della intersezione tra il mondo interno e quello esterno, un dialogo immutabile e incessante. Libro da non perdere in cui 150 anni fa Thoureau già parlava di cosa vuol dire avere successo e di come la vita sedentaria e lo stare seduti fosse un danno all’organismo paragonabile al fumo!

Thoureau riteneva assurdo pensare al lavoro come ad una “fatica”, una lotta e una difficoltà. Fare un grande e buon lavoro semplicemente perché ci piace, ci sembra superficiale.

Dice Thoureau:

Il lavoratore davvero efficiente non è quello che impegna la sua giornata in maniera incessante, ma quello che lo affronta con un senso di leggerezza, facilità e piacere. Avrà spazio per essere rilassato nel corso della giornata. Apprezzerà i singoli momenti del suo tempo e non sopravvaluterà la superficialità delle cose rispetto al vero significato e alla sostanza del lavoro svolto. Quelli che lavorano troppo (much), non lavorano bene (hard).

Maria, poi, cita un altro gigante della letteratura moderna, Kurt Vonnegut, che sostiene:

scrivi per compiacere solo una persona o, in altre parole, “scrivi per far piacere a te stesso. Non cercare di piacere ad altri…Il momento in cui si cerca di attirare una audience, vuol dire che si è persa la visione di lungo termine che può restare viva solo se quello che facciamo ci entusiasma e ci piace davvero…Cercare di prevedere quello che i lettori vorranno leggere, quello a cui saranno interessati, è come ingannare se stessi e cercare di modificarsi per adattarsi alle mode del momento. Prima o poi odieremo quello che stiamo facendo e questo si rifletterà sul nostro lavoro. La scrittura diventerà amara.

Il secondo gigante di questa sezione del libro che sono sicura vi affascinerà come ha fatto con me, è Will MacAskill. MacAskill è professore di filosofia a Oxford (il più giovane al mondo) e fondatore di 80.000 Hours, una ONG che dà consigli e supporto su come trovare la propria strada e scegliere una professione piuttosto che un’altra.

Secondo MacAskill, dire a qualcuno “segui la tua passione” è un pessimo consiglio perché travisa il vero motivo che sta alla base di questa scelta che tutti, in un modo o nell’altro, siamo chiamati a compiere, quella di avere una vita professionale soddisfacente e un lavoro interessante per il quale il coinvolgimento mentale è l’indicatore che dovremmo più di tutto valutare. Il lavoro, dice MacAskill, non ha molto a che fare con noi stessi, in realtà. Ciò che dobbiamo invece considerare è se quel particolare lavoro:

  • è vario e articolato (non monotono e ripetitivo)
  • ci permette di avere un feedback dalle persone con cui interagiamo
  • ci lascia una certa autonomia
  • contribuisce a migliorare il mondo
  • permette di mettere in pratica le nostre abilità”.

Alla domanda su che consiglio MacAskill darebbe a se stesso più giovane, lui risponde: di ricordarsi che nella vita ci sono solo 80.000 ore di lavoro e che è estremamente importante capire come spenderle al meglio. A 20 anni si è in una fase di sbandamento e non si sa bene cosa si vuole e non si pensa abbastanza ad ottimizzare a livello macro la propria vita lavorativa. Quindi, a 20 anni, meglio pensare a come seguire il proprio corso il meglio possibile senza però stressarsi con pensieri tipo “quale obiettivo ho nella vita e come posso arrivare a raggiungerlo”. Fa una analogia con la scelta che si fa quando si deve decidere dove andare fuori a mangiare: l’attività stessa di andare a pranzo ci impegnerà per due ore. Il tempo che ci è servito per decidere dove andare: 5 minuti. Il concetto, in altre parole, è il seguente: bisogna spendere il 5% della propria vita lavorativa a decidere cosa fare e il 95% a farlo. Il 5% sono 4.000 ore che equivalgono a due anni. Due anni in cui possiamo sperimentare, valutare e capire ciò che davvero vorremmo poi fare.

La saggezza non è altro che essere capaci di ascoltare il proprio consiglio. È molto facile dare consigli agli altri. Ma molto difficile seguire il consiglio che sappiamo essere buono per noi stessi. – KEVIN COSTNER

In conclusione, questo post vuole essere un assaggio molto ma molto sintetico e stringato del libro di Tim Ferriss, un tomo di oltre 700 pagine. Tra l’altro, dopo aver scritto Tools of Titans, Tim ha pubblicato Tribe of Mentors, una specie di summa di quello che ha imparato dalle decine di personaggi da lui interpellati per la loro saggezza, la loro esperienza e perché hanno qualcosa di interessante da trasmettere. Certamente sarà il prossimo libro che leggerò e che mi sarà utile per future analisi e riflessioni.

E per chi ama i video di Marco Montemagno, pillole di pochi minuti in cui Monty riesce a trasmettere messaggi a volte anche complessi, qui sotto quello dedicato proprio a Tools of Titans:

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