NON INSEGUIRE LE TUE PASSIONI…CERCA LA LIBERTÀ…

Perchè è importante puntare a conquistare la libertà finanziaria senza inseguire passioni passeggere

Questo è un argomento che continua ad affascinarmi e nel quale mi ritrovo completamente. Soprattutto quando, arrivata ad una età in cui non ci si può più permettere di brancolare nel buio, è importante essere consapevoli del tempo che si ha a disposizione e di come lo si vuole davvero trascorrere.

Adesso, grazie alla mia multiforme esperienza di lavoro e di vita, comprendo e analizzo meglio le situazioni e vedo più chiaro dentro di me. E credo che il consiglio di “fare ciò che si ama nella vita, ciò che ci appassiona”, che viene spesso dato a chi è agli inizi di un percorso, sia fuorviante.

Perché fuorviante? Perché ci distoglie dall’obiettivo a cui davvero dovremmo tutti puntare, al più presto possibile, e cioè il raggiungimento della libertà finanziaria. Perché le passioni, gli interessi, gli amori, a meno di non avere una vocazione incontenibile, sono passeggeri. E perché questi non ci garantiscono un reddito in grado di mantenerci. Quando, invece, nel momento in cui abbiamo conquistato la nostra libertà, possiamo davvero fare ciò che vogliamo e seguire incondizionatamente le nostre passioni. Soprattutto oggi che abbiamo a disposizione un mondo di informazioni, conoscenze e possibilità di viaggio e di spostamento mai viste in passato.

Ma vediamo in particolare cosa mi ha ispirato questo post. E’ stato un articolo  di una giornalista statunitense, Catherine Baab-Muguira, che dice proprio questo: non intraprendere una carriera occupandoti di ciò che ti appassiona, fai quello che ti permette di guadagnare. Il più possibile, aggiungo io.

L’articolo incomincia con un aneddoto – triste – che fa capire l’assurdità di un sistema che ci porta a lavorare come impiegati/funzionari/manager per una vita in attesa della libertà che, arrivati all’età della pensione, saremo finalmente in grado di goderci.

Ma la storia di un uomo ormai avanti negli anni, che ha fatto per una vita il pendolare su un treno per andare al lavoro tutti i giorni, e che si ritrova solo ad agognare la liberazione da questo giogo è, appunto, triste.

Ormai vecchi e disillusi, probabilmente soli perché, come il tizio del treno, avremo nel frattempo perso la nostra compagna o compagno, avremo davvero la forza e l’entusiasmo di goderci quello che ci rimane della vita?

Lui dice “Sono fortunato ad essere ancora fisicamente in grado di provare gioia in quello che faccio”. Saremo anche noi così “fortunati”?

E’ quello che si chiede l’autrice del post. Arriveremo a 65 anni ancora sufficientemente attivi da poterci godere la vita e coltivare i nostri interessi e passioni? A fare qualcosa che abbia significato e ci dia completa soddisfazione?

Meglio non correre rischi e anticipare la fatidica data di qualche anno, allora. Magari anche di 10 o 15 anni! E perché non di 20? Andare “in pensione” a 40 potrebbe essere un obiettivo raggiungibile per chi mette in pratica un piano strategico fin da subito, e non ha paura di lavorare e studiare negli anni che precedono il momento in cui le nostre “rendite” supereranno le spese che dobbiamo sostenere per vivere.

Ed è con questo obiettivo ben chiaro in mente che Catherine decide di estinguere il mutuo della casa e pagare il debito residuo in un’unica, definitiva, rata. Lo ha fatto perché il primo passo verso una libertà che arrivi molto prima dei 65 anni è quello di non avere debiti. E questo lo si può fare se si è scelto di fare un lavoro – o di diventare imprenditori – che ci permetta di guadagnare tanto, risparmiare tanto, e investire quello che risparmiamo per costruirci una rendita futura in grado di sostenerci.

Lavorare – senza perderci in ipotetiche passioni da seguire – per acquisire la stabilità finanziaria è un consiglio poco sexy da dare, ma molto più saggio e lungimirante. E ci sono tanti modi per guadagnare di più e per intraprendere attività – anche collaterali al nostro lavoro principale – che ci permettono di investire e far crescere il nostro patrimonio, per piccolo che sia. Leggere questo post può aiutare.

Senza contare, poi, che il mondo è talmente cambiato negli ultimi anni che è praticamente impossibile immaginare come sarà il lavoro nel futuro. Né noi stessi sappiamo realmente davvero cosa ci piace o cosa non ci piace fare. Spesso sogniamo un tipo di vita ideale – ad esempio fare lo scrittore – per poi renderci conto che la pratica quotidiana dello scrivere, nel lungo termine, non ci piace affatto.

Meglio coltivare le nostre passioni solo per il piacere di farlo, senza doverle considerare come una fonte di reddito, ma come un semplice ed innocuo hobby. O come un progetto parallelo che, eventualmente, potrà svilupparsi in un lavoro a tempo pieno solo quando avrà “preso il volo”.

Per non parlare, poi, del fatto che molti di noi non hanno una passione che ci consuma. Molti interessi, si. Ma non di quelli che lasceresti tutto per buttartici a capofitto.

E, quindi, quali sono i vantaggi pratici di scegliere una occupazione che permetta di far soldi piuttosto che una che ci attira perché fa parte del nostro immaginario? Vediamo:

Innanzitutto lavorare per ragioni economiche più che sentimentali dà una certa chiarezza nella visione. Per chi è anche un po’ sognatore ed è interessato a mille cose è un modo per non distrarsi e andare “dritto al punto”.

Seconda ragione pratica è che mettere da parte i soldi è qualcosa di concreto. Assolutamente non facile. Ma fattibile.

Terza ragione è che prima si incomincia a risparmiare e ad investire, meglio sarà. Il nostro futuro economico/finanziario dipende da quanto riusciamo ad accumulare sin da giovani. Grazie all’interesse composto i risparmi crescono in maniera esponenziale nel tempo.

E, ancora, se si lavora per soldi da subito sarà più probabile che, più in là nel corso degli anni, con la giusta strategia di investimento, avremo la possibilità di fare tutto quello che vogliamo di noi stessi.

Infine, non da ultimo, c’è da dire che l’indipendenza finanziaria è l’unico obiettivo razionale che ci permetterà, ad un certo punto della vita, di essere liberi da qualsiasi ricatto psicologico e “prigione dorata” – leggi “posto fisso” – in cui potremmo trovarci a vivere.

Cosa si può fare? La via da percorrere…

Ma come si può adattare tutto questo a chi vive in Italia? Che consiglio dare ai giovani che si trovano a dover decidere cosa fare della loro vita in un contesto per nulla favorevole né ricettivo alla creatività e all’innovazione?

PRIMO: imparare l’inglese è imprescindibile, magari trascorrendo un periodo di almeno un anno lavorando all’estero.

SECONDO: è fondamentale imparare a gestire ed investire i propri soldi appena possibile. Mille euro, nel tempo, possono trasformarsi in 100.000…o in 1.000.000. Le tecniche e le informazioni utili a capire come investire i risparmi affinchè questi, un giorno, possano diventare una fonte per noi di reddito passivo è uno dei pilastri della libertà finanziaria.

TERZO: e non ultimo: padroneggiare i nuovi meccanismi della rete e il marketing on line con le piattaforme social (Facebook, Twitter, Snapchat, Pinterest, Instagram) aggiunge un “plus” al curriculum di chiunque.

E, ancora, ecco alcune idee di cosa oggi è possibile imparare stando comodamente a casa e senza pagare un euro, e in italiano:

  • Imparare il trading on line con i conti demo come quello messo a disposizione dalla piattaforma di social trading eToro che io uso da ormai 10 mesi e che mi ha fatto fare un “balzo in avanti” che non averi mai immaginato (ma questo sarà oggetto di prossimi post dedicati all’argomento);
  • fare consulenza alle aziende del made in Italy per vendere i prodotti on line: basta seguire il corso – completamente gratuito – di Google Eccellenze in Digitale.
  • imparare a usare WordPress e costruire siti di tutti i tipi (ci sono corsi e video tutorial completamente gratuiti in rete, anche in italiano);
  • aprire un blog e scrivere, scrivere, scrivere;
  • imparare a gestire i propri soldi in maniera consapevole utilizzando, tra gli altri, il sito di consulenza e tutoraggio AdviseOnly;

Senza contare le numerose piattaforme per lavorare da freelance o per cimentarsi in attività di ogni tipo e natura.

E, per concludere, che consiglio darei a me stessa se potessi tornare indietro a quando avevo 20/25 anni? Studiare astrofisica e perseguire una “passione” che avevo per la fantascienza? Era quello che mi diceva mio padre…fai quello che ti piace. Ma io non ero convinta al 100%. Mi vedevo ad insegnare nelle scuole superiori e questo non mi andava giù per niente.

E, con il senno di poi, credo di aver fatto la scelta giusta. Mi sono ritrovata, dopo molti anni, ad avere la possibilità di ritornare a quella mia passione giovanile e a seguire i corsi di fisica e cosmologia on line. Come i due che ho seguito e completato sulla piattaforma Coursera. Anche questi completamente gratuiti e del tutto affascinanti.

Lasciata andare la fisica, allora, il consiglio che mi darei è questo: fai esperimenti, cerca di mettere in pratica quello che si impara e si studia. Anche fallendo. Solo in questo modo si arriva a capire ciò che si vuole davvero. E se non lo si capisce, almeno i tentativi ci hanno fatto crescere, umanamente e professionalmente.

E, ancora, come ho già detto, quello che farei è imparare il prima possibile a gestire i soldi guadagnati. Anche pochi. Essere consapevole del valore che il denaro investito avrà nel futuro. Piantare, ogni anno, dei semi che poi, un giorno potranno essere alberi dai frutti succosi.

Ultimissimo consiglio che darei a me stessa, infine, è di leggere questi quattro libri:

Your Money or Your Life di Vicki Robin

How to Be Free in an Unfree World di Harry Browne

Antifragile di Nassim N. Taleb

Drive di Daniel Pink

La vita va vissuta con gioia e passione. Ma la passione deve essere qualcosa che pervade il nostro essere, sempre. E che può cambiare e trasformarsi nel tempo assecondando una evoluzione fisiologica di crescita personale e di interessi.

La chiave è, sempre e comunque, la curiosità: essere curiosi deve far parte del nostro DNA.

 

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