L’INDIPENDENZA FINANZIARIA: UN MANIFESTO CONTRO IL CONSUMISMO E UN INNO AD UNA VITA LIBERA

Photo di Sandis Helvigs su Unsplash

Indipendenza finanziaria è una parola “grossa” che, in Italia, fa quasi paura. Sembra di dire una parolaccia, di essere degli “sporchi capitalisti” ingordi. Fa meno paura, invece, la parola “pensione” di cui si sente parlare all’infinito e con più o meno angosce esistenziali associate ad essa.

Ma c’è un movimento, un gruppo di persone, negli Stati Uniti, in Canada, ma anche in Nord Europa che si sta diffondendo a macchia d’olio. E’ il FIRE che sta per Financial Independence Retire Early (Indipendenza Finanziaria e Pensione Anticipata) e che la pensa in maniera del tutto opposta. 

Per i “FIRE” l’indipendenza finanziaria e la pensione – intesa come ritiro dal sistema del lavoro incardinato e “fisso” – sono due facce della stessa medaglia. Raggiunta l’una, l’indipendenza, si può avere anche l’altra, la pensione. E fare finalmente qualcosa che, nella vita, piace davvero e in cui si crede. Senza dover sottostare a ricatti di alcun tipo.

Il filone di pensiero e lo stile di vita dei FIRE può essere fatto risalire ad un libro pubblicato nel 1992 da due giovani americani che erano già stanchi e disgustati del mondo così come era e volevano fare qualcosa per migliorarlo. E aiutare gli altri.

Così Vicki Robin e Joe Dominguez, i due giovani “hippy”, pubblicarono Your Money or Your Life – da poco tradotto in italiano con il titolo O la Borsa o la Vita – e da lì, piano piano, senza clamore, hanno avuto sempre più seguaci, sempre più persone che, stanche di rincorrere beni materiali inutili, hanno optato per il risparmio, per una vita all’insegna del minimalismo.

L’obiettivo finale dei FIRE è quello di avere abbastanza denaro risparmiato negli anni di lavoro “ufficiale” da potersi permettere una “pensione autofinanziata”. O, per meglio dire, uno stipendio autofinanziato perché in realtà i FIRE, una volta lasciato il “sistema”, non smettono certo di lavorare, solo che lo fanno secondo i loro parametri e alle loro condizioni.

Secondo Vicki Robin, intervistata dal sito Big Think, è necessario rovesciare il paradigma che ci ha condizionato a consumare sempre di più e permettere così all’economia di crescere. Un concetto sbagliato per un motivo semplice: è un gioco al massacro perché noi non raggiungeremo mai la soddisfazione, non ne avremo mai abbastanza e, allo stesso tempo, il pianeta verrà completamente prosciugato delle sue risorse naturali.

Il progetto di vita che invece Vicki Robin promuove e insegna, è quello del raggiungimento di una consapevolezza nei confronti del flusso di denaro che entra e esce nelle nostre vite.

Un programma – uno stile di vita – che ci fa capire quando ne abbiamo avuto “abbastanza”, dove “abbastanza” vuol dire che siamo in uno stato esistenziale vibrante e vitale, nel quale si è raggiunta quella consapevolezza del flusso di denaro e di oggetti che nella vita ci permettono di essere felici e sono in sintonia con il nostro scopo e i nostri valori. Una vita in cui abbiamo tutto ciò che desideriamo e di cui abbiamo bisogno per esprimerci al meglio, senza eccedere.

La conferma che questa è la strada giusta da percorrere viene proprio dalle persone che hanno partecipato al programma: una volta che queste iniziano a seguire lo schema, il loro consumo diminuisce di circa il 20-25% in modo naturale.  

La Robin ribadisce come troppo spesso noi spendiamo in maniera non-cosciente ma che, quando diventiamo consapevoli, ci poniamo una semplice domanda: questo oggetto che vogliamo acquistare, ci rende felici?

Anche il New York Times si è occupato del movimento dei FIRE in How To Retire in Your 30s with 1 Million$ in the Bank (Come andare in pensione a 30 anni con un milione di dollari in banca). Nell’articolo viene riportato il caso di un ingegnere informatico che, stressato dal lavoro, decide di “andare in pensione”. Su internet scopre il movimento FIRE e incomincia a perseguire una strategia di risparmio e di drastico taglio delle spese. Una strategia che lo porta, insieme alla moglie, e dopo soli cinque anni di lavoro matto e disperatissimo, ad avere accumulato un patrimonio di 1,2 milioni di dollari. Dopo 15 anni di lavoro, a 43 anni, l’ingegnere informatico si licenzia e si ritira a vita privata!

La comunità dei FIRE discute ed elabora strategie e tattiche non solo su come risparmiare, ma anche su come investire in maniera tale da generare una rendita che possa coprire le spese del futuro “pensionato o pensionata”.

Sono focalizzati sui numeri (investimenti, tasse, profitti) e spesso sono persone privilegiate, professionisti che guadagnano bene e che possono perciò risparmiare molto. E’ difficile, se non impossibile, per coloro che non sono così fortunati e che hanno magari accumulato debiti, andare in pensione a 40 anni.

In realtà, i FIRE attuali sono diversi da coloro che avevano abbracciato la filosofa di vita di Vicki Robin e Joe Dominguez negli anni 90. Mentre i primi hanno come obiettivo principale quello di lasciare il lavoro, i secondi avevano quello di salvare il pianeta dal consumismo frenetico.

Entrambe sono facce della stessa medaglia e l’una non esclude l’altra.

Ma come mai questi MILLENIALS odiano così tanto il loro lavoro? Perché vogliono uscire dalla “corsa del topo” (the rat race)….una corsa senza una meta, frenetica, stupida?

Secondo Vicki Robin il problema sta nel fatto che il lavoro in se stesso è “alienante”, non dà qual senso di autonomia, di scopo, che lo rende piacevole.

E rinunciare al lusso e a una vita piena di cose è un prezzo da pagare più che equo quando, in cambio, si ottiene la libertà, soprattutto ad una età – 40  50 anni – nella quale si ha ancora moltissimo tempo davanti e non si deve più sottostare allo stress di un lavoro che non piace e non soddisfa in alcun modo.

Anche da noi ci sono casi di persone che hanno deciso di abbracciare la dottrina FIRE.

Paolo Ermani o Simone Perotti, ad esempio, portano avanti da anni uno stile di vita “innovativo”, minimalista, attento all’ambiente e sono la prova vivente che “il cambiamento” – il nome del sito di Paolo Ermani –  è possibile, se lo si desidera davvero.

Ma anche Francesco Narmenni che nel suo sito Smettere di Lavorare spiega come ha iniziato e come continua a vivere con 500 euro al mese. Grazie anche ai proventi del blog, una delle modalità con cui molti dei FIRE decidono di intraprendere la strada della autonomia economica.

La filosofia dei FIRE è quello di ritirarsi dal lavoro “obbligatorio” ma non quello di stare senza far nulla tutto il giorno.

Una “pensione” che inizia ben prima di aver raggiunto i 40, 50 o 60 anni e che ci permette di vivere una vita piena, ricca, un Vita – con la V maiuscola – che acquista una dimensione diversa, il tempo diventa nostro e riusciamo a fare cose che prima solo sognavamo.

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