INVESTIRE IN CRIPTOVALUTE E NELLE FACEBOOK E GOOGLE DEL FUTURO: le Initial Coin Offerings – ICO

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Nei due post precedenti, La Rivoluzione del nostro tampo: la Blockchain e le criptovalute, e Investire in Criptovalute, ho cercato di fare una panoramica che desse l’idea di quanto sta succedendo nel mondo delle criptovalute e della blockchain. E su come investire. Con questo terzo post dedicato all’argomento, parlerò delle ICO, Investment Coin Offerings, esplose nel 2017 grazie al fatto che danno la possibilità di raccogliere capitali su un mercato fino a poco fa inesistente.

ATTENZIONE: Non sono un consulente finanziario e questo non vuol essere un post per consigli di investimento che solo i professionisti accreditati possono dare. Intendo condividere quello che imparato in questi ultimi due anni sia dalla mia esperienza pratica che dalle letture e dall’ascolto di podcast che ho fatto, soprattutto in questi ultimi mesi. Spero, inoltre, che gli spunti che troverete qui sotto potranno essere stimolanti ma allo stesso tempo fornire una base per prendere decisioni ponderate e permettere, anche a chi non ha mai sentito parlare di bitcoin e di blockchain, di approfittare di questo momento storico in cui si sta creando valore e in cui l’opportunità di mettere le basi per costruire patrimoni e assicurarsi una serenità finanziaria, sono notevoli. Invito comunque sempre a non investire più di quello che si è disposti a perdere.

Ma cosa sono le ICO?

Rappresentano, innanzitutto, un nuovo canale di finanziamento per le start up innovative e, specularmente, un nuovo modo per gli investitori di impiegare il loro capitale di rischio ed entrare così a far parte di questo nuovo ciclo di innovazione.

Le ICO sono delle aste online in cui un’azienda start up mette in vendita dei “token”, cioè delle nuove criptovalute create ad hoc utilizzando la blockchain di una valuta di base, generalmente ethereum. Le persone che si informano sul progetto che la start up vuole realizzare e vogliono contribuire a finanziarlo, non devono fare altro che comprare una certa quantità di token durante la ICO, versando il controvalore sotto forma di altra valuta, generalmente ethereum, nella blockchain della start up. In questo modo, l’azienda ottiene le somme necessarie a realizzare il progetto, mentre i finanziatori che hanno partecipato all’ICO potranno realizzare dei profitti legati al valore dei token che hanno comprato. Spesso infatti, quando il token viene immesso nel mercato delle normali criptovalute, riesce ad aumentare il suo valore anche fino a 10 volte rispetto a quello che aveva quando era stato venduto all’ICO. Da Blockchain Top ICO: LE SEI REGOLE D’ORO PER INVESTIRE

Finanziare un nuovo progetto/protocollo con una ICO significa raccogliere fondi in maniera molto simile a quanto succede con la piattaforma di crowdfunding Kickstarter. Il denaro arriva in forma di criptovaluta e va a favorire e supportare lo sviluppo del progetto. Si tratta di una alternativa al finanziamento attraverso la cessione di parte del proprio capitale.

E, dal punto di vista di chi investe, è un modo per entrare in gioco senza per questo dover far parte della élite esclusiva dei big della Silicon Valley, un mondo chiuso dove pochissimi sono ammessi a partecipare. E senza doversi trovare fisicamente in California visto che le ICO si rivolgono ad un pubblico globale e danno la possibilità di ricevere fondi senza alcun problema da investitori di tutto il mondo e senza nessun intermediario bancario ad ostacolarne il flusso. La Silicon Valley, così come Wall Street, potranno perdere il loro “primato” e non sarà nemmeno così determinante per una start-up tecnologica doversi localizzare lì dove ci sono i VC e i business angels perché questi saranno ovunque nel mondo.

Un altro enorme vantaggio che questo meccanismo di finanziamento e di raccolta di fondi ha rispetto ai canali tradizionali è la estrema liquidabilità dei token che vengono emessi. Una volta lanciato, infatti, e a differenza dell’investimento in una start-up dove ci possono volere anche dieci anni prima di poter prevedere una uscita grazie ad una quotazione in borsa, un token viene immediatamente quotato su uno degli exchange attivi nel trading di critptovalute ad un prezzo che fluttua liberamente. Un mercato anche questo globale, aperto 24 ore su 24, 7 giorni su 7. La facilità di liquidare un investimento è un grande vantaggio anche perché permette agli investitori di vendere rapidamente e reinvestire in altri progetti, generando una crescita più rapida.

Ma si tratta anche di un fenomeno che va oltre la raccolta di fondi. I progetti che sono alla base delle ICO sono progetti dove vengono creati veri e propri ecosistemi economici autonomi. È un modello di business completamente nuovo che viene impostato e messo alla prova per la prima volta: un modello di business decentralizzato dove non esiste una entità che controlla e dirige ma dove tutto viene condiviso e funziona grazie ai contributi e alla partecipazione economica dei vari soggetti coinvolti.

Le grandi aziende tecnologiche come Google e Facebook offrono prodotti gratuiti ormai diffusissimi in tutto il mondo. Hanno generato enormi profitti ma l’utente finale, a parte la gratuità del servizio, non partecipa al successo finanziario di questi colossi di internet.

Al contrario, il modello ICO rappresenterà una “rivoluzione copernicana” perché darà la possibilità alle nuove start-up tecnologiche di diffondere e distribuire la ricchezza generata tra la loro base di utenti, grazie al successo del token. Questo è un modello di business più avanzato rispetto a quello di Google e Facebook, perché gli utenti che saranno i primi ad adottare quella piattaforma potranno anche guadagnare.

Come è successo per le app del web e per quelle degli smart phone, spunteranno migliaia di token, forse milioni. E come è successo per le app, molti di questi token non approderanno a nulla, alcuni avranno una accoglienza moderata, e altri saranno veri e propri mega successi.

Ma vediamo, in pratica, in cosa consiste una ICO. Sostanzialmente chi fa una ICO lancia sul “mercato” un token, un gettone…

…qualcuno di voi non più tanto giovane ricorderà certamente i gettoni del telefono, quelli che si usavano per gli apparecchi pubblici. Questi gettoni non solo avevano un valore monetario ben preciso – 200 lire l’uno – ma potevano essere usati anche per fare le chiamate dalle cabine.

La stessa cosa vale per i token/gettoni delle ICO: danno diritto ad utilizzare un certo protocollo, un sistema, una rete. Per tornare alla nostra analogia, a fare telefonate da apparecchi pubblici. E, ovviamente, più telefoni pubblici erano disponibili all’epoca sul nostro territorio, più aumentava l’utilità dei gettoni. Un “effetto rete” – un “protocollo” – che ci è diventato familiare anche grazie ai social.

Un altro esempio che può aiutare a comprendere il concetto che sta alla base dei token potrebbe essere quello delle email: ipotizziamo che per mandare una mail fosse stato necessario spendere un token. Chi avesse acquistato mille token avrebbe avuto diritto a inviare mille email e il valore di quel token sarebbe stato quanto il mercato avrebbe valutato quello specifico utilizzo.

A differenza di una quota di partecipazione nel capitale di una azienda, che non dà diritto a fare o a partecipare alla attività della azienda di cui si detiene una quota, il token sì. Il token serve ad interagire con il protocollo.

Ma perché ne sono così affascinata? Perché, come dicevo, vedo nelle ICO la naturale evoluzione del crowdfunding, una mia “passione” della prima ora quando ne parlavo QUI. Mi sembrava, infatti, che l’equity crowdfunding desse la possibilità, a chi avesse avuto qualcosa da investire nel lunghissimo termine e fosse preparato ad affrontare un rischio molto elevato – ma anche con la possibilità di alti guadagni –, di “lanciarsi” e imparare un “mestiere”. Per me era finalmente il canale giusto dove indirizzare i miei sogni più sfrenati. Soprattutto per finanziare le start-up ad alto contenuto di innovazione scientifica e tecnologica.

Con le ICO questo “canale” è diventato una alternativa alla portata di tutti. Anche se, è bene sottolinearlo, e come spiegherò meglio più avanti, è fondamentale procedere con estrema cautela.

È un nuovo modo di investire davvero rivoluzionario e può essere paragonato al fenomeno dei blogger che sono entrati a gamba tesa nel mondo chiuso dei giornalisti.

I token, infatti, secondo alcuni osservatori, abbatteranno la barriera tra investitori professionali e persone normali così come è successo con internet che ha eliminato la barriera tra giornalisti professionisti e tweeterers o bloggers.

Internet ha permesso a chiunque di diventare un giornalista dilettante. Ora, milioni di persone potranno, se lo desiderano, diventare anche investitori dilettanti. E, come nel caso del giornalismo, alcuni di questi dilettanti andranno benissimo e useranno i loro successi per entrare a pieno titolo tra i “professionisti”.

Viceversa, proprio come è diventato requisito indispensabile per i giornalisti utilizzare Twitter, gli investitori di ogni dimensione, dai seed funds agli hedge funds, dovranno inevitabilmente entrare in questo nuovo mondo e investire.

Potranno essere sviluppati nuovi strumenti e piattaforme simili a Blogger o WordPress e Twitter usate oggi da tutti indistintamente e che renderanno l’utilizzo, l’acquisto, la vendita e la valutazione dei token semplice e “democratica”.  Così come tutti noi parliamo adesso di “social media”, un giorno potremo chiamare questi strumenti/piattaforme “commercial&investment media”.

Ma come si valuta una ICO? Come si fa a decidere su quale “cavallo puntare”?

In un certo senso la “metodologia” è molto simile a quella che si usa per valutare gli investimenti nelle start-up. Ecco alcune verifiche che è bene fare prima di impegnare i propri soldi:

  • Il team del progetto deve essere formato da persone che hanno avuto esperienze significative nel campo e che hanno una “reputazione” da mantenere;
  • La start-up deve avere l’obiettivo di soddisfare un bisogno e risolvere un problema diffuso;
  • Il progetto deve essere basato sulla blockchain e deve prevederene l’utilizzo per il suo funzionamento. Per verificare questo basta leggere il whitepaper, il documento messo a disposizione sul sito del progetto e che contiene ogni informazione necessaria al potenziale investitore per valutare il progetto;
  • Il progetto deve avere degli obiettivi a breve, medio e lungo termine definiti in una cosiddetta “road map”, una lista delle scadenze alle quali sono previste le realizzazioni delle diverse fasi del progetto. Idealmente, prima vengono realizzate le versioni finali del prodotto o servizio che si vuole creare, piu’ alte sono le sue probabilità di successo.
  • Un progetto di successo dovrebbe essere innovativo, dirompente e con un valore elevato e immediato per gli utenti al dettaglio.

Come sottoscrivere una ICO?

Una volta deciso su quale ICO investire, la procedura da usare per sottoscrivere l’offerta varia da caso a caso.

In genere il processo di lancio dura alcune settimane e per pagare, invece di usare gli euro o i dollari, è necessario usare bitcoin o ethereum. Una volta terminata la fase di lancio il token viene quotato su una piattaforma/exchange dove sarà possibile, praticamente subito, liquidare, se lo vogliamo, il nostro investimento.

Tutto ciò non è semplice.

Ma c’è una “scorciatoia”…: aspettare la quotazione del token su una di queste piattaforme come Binance o Bittrex quando sarà possibile entrare a volte anche a prezzi più bassi di quelli della ICO perché spesso gli investitori sono così desiderosi di liquidare la loro posizione che vendono e fanno abbassare il prezzo del token.

Ma, ATTENZIONE: le ICO possono essere “pericolose” per chi non conosce le dinamiche dei mercati e i “trucchi” del mestiere. Perché? Innanzitutto perché possono essere manovrate da chi, dietro le quinte, dispone delle leve necessarie per indurre le persone ad acquistare token virtualmente inutili, pompandone il prezzo e facendo sembrare quella ICO un affare, per poi vendere in maniera massiccia e incamerare profitti enormi. Questo è il cosiddetto meccanismo di “pump and dump”.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è che per molte start-up l’approccio classico dei VC, che prevede valutazioni accurate e approfondite, sarebbe molto più opportuno. Invece, con le ICO, progetti senza una reale pianificazione, né una strategia di medio-lungo termine, vengono lanciati ugualmente sul mercato e raccolgono milioni senza aver dovuto necessariamente preparare un business plan nè cedere parte del capitale.

Né essersi preoccupati di predisporre una pianificazione delle successive fasi di finanziamento. E questo comporta che chi sottoscrive il token al momento del lancio – cioè della ICO –  si addossa tutto il rischio in un colpo solo, laddove i VC comprano partecipazioni in “tranche” di investimenti crescenti nel tempo, a seconda del successo o meno della start up.

Altro problema è l’impreparazione dell’investitore alle prime armi che non può e non sa valutare il vero potenziale di un progetto. Per questo succede che start-up del tutto improponibili ai professionisti del settore, ricevano invece fondi dalla “rete”. Fare il VC o il Business Angel è un mestiere difficile e non va assolutamente sottovalutata la capacità di capire se una start-up ha davvero la potenzialità di avere successo o meno. Gli investitori non professionisti, allettati dagli enormi guadagni dati dall’aumento di valore di bitcoin ed ethereum sono spinti a sottoscrivere ICO del tutto fasulle.

I VC, invece, sono dei professionisti che fanno il loro mestiere e lo fanno bene.

Il principio che sta alla base, anche in questo caso, è quello di diversificare il portafoglio, sottoscrivere tranche successive in una partecipazione e cercare di capire se il team che sta dietro il progetto ne sia davvero all’altezza.

Inoltre, si sa che i VC assumono un ruolo attivo nella governance della start-up in cui investono e la aiutano a crescere. Gli investitori “crowd”, invece, questo non lo possono fare.

Eppoi ci sono i veri e propri imbrogli, le truffe, gli scam dove soggetti non meglio identificati fingono di ricevere bitcoin ed ethereum a riprova del successo del fundraising, attrarre chi crede che quegli investimenti siano reali, e subito dopo rivendere il tutto incamerando valuta come dollari o euro.

Infine, ultimo problema, la REGOLAMENTAZIONE delle ICO da parte dei vari stati e governi tra cui la Cina che nell’estate del 2017 ha bandito del tutto le ICO dal paese. Grande punto interrogativo su cui molti fanno le ipotesi più disparate e che potrà, tuttavia, rappresentare anche una positiva legittimazione di questa nuova “pratica” o “asset class”.

Una soluzione al problema della impreparazione degli investitori potrebbe essere quella di investire in hedge funds specializzati – come Polychain Capital (che però non è al momento disponibile in Italia) o ICONIQLAB – che fanno il “lavoro” di selezione e valutazione per noi. Sono realtà completamente nuove nel mondo della finanza e degli investimenti di rischio ma sono i soggetti che saranno in grado di dare alti rendimenti ai loro sottoscrittori. I cripto-investitori alle prime armi e senza esperienza perderanno facilmente i loro soldi se non si affideranno a qualcuno che glieli gestisca.

O, ancora, una valida alternativa potrebbe essere, per chi non se la sente di spulciare siti e/o rispondere a solleciti e dubbie richieste di investimento, andare su piattaforme che ospitano le ICO, le gestiscono e le “accreditano”. Come, ad esempio, la nota e consolidata piattaforma di crowdfunding INDIEGOGO che, dopo essersi lanciata nel settore dell’equity crowdfunding, ha recentemente ampliato la sua offerta dando la possibilità, ai singoli investitori, di sottoscrivere delle ICO. La prima è stata….

Altre due piattaforme analoghe che si occupano di curare il lancio di nuove ICO – analogamente a quanto fanno le banche d’investimento che seguono le IPO, le offerte pubbliche di acquisto in borsa – sono REPUBLIC, piattaforma statunitense di crowdfunding su cui, a breve, verranno proposte solo ICO “certificate” e COINTOPIA (al momento solo rivolto a cittadini USA), un marketplace per le ICO con sede a San Francisco che provvede “chiavi in mano” a seguire tutto il ciclo del lancio di un progetto.

La verità è che nessuno sa cosa succederà in futuro. Ci saranno tanti esperimenti con nuovi modelli di business e nuove tecnologie da testare. Quello che però è certo è che è tutto molto molto entusiasmante e che vivere ed essere testimoni di ciò che sta accadendo è un privilegio per cui ritenersi molto fortunati.

Concludo riportando una considerazione che fa Naval Ravikant, uno dei guru delle criptovalute e del nuovo mondo della blockchain. Naval afferma che è stata la curiosità che lo ha portato ad interessarsi a tutto questo. E il “nocciolo” della questione è proprio rappresentato dal fatto che chi è intellettualmente curioso e lo fa per suo piacere personale e perché crede che quello sarà il futuro, va avanti prima degli altri e per questo riesce ad avere un vantaggio in termini economici. Ma il punto non sono i soldi. E’ il piacere di capire e di essere curiosi che è differente in ognuno di noi. Chi non è curioso non potrà mai avere questi “vantaggi”. Chi è curioso e crede che una tecnologia sarà il nostro futuro e lo fa prima degli altri, quello poi sarà l’esperto, il guru, e trarrà il giusto profitto che si merita.

Ormai siamo in un mondo totalmente aperto e bisogna capire chi si è, cosa si vuole e in cosa si è bravi. Bisogna essere aperti ad esplorare ciò in cui siamo “unici”.

IN SINTESI

  • Il modello Silicon Valley si globalizza e tutti possono partecipare e investire;
  • Ci sarà più innovazione grazie ai fondi disponibili;
  • Ci saranno team non necessariamente statunitensi che potranno essere beneficiati anche senza per forza stare fisicamente nella Silicon Valley.
  • Ci sarà maggiore liquidità visto che i tokens sono vendibili praticamente subito.
  • Chiunque potrà fare l’investitore o il business angel e generare profitti.

ALCUNE RISORSE UTILI:

  • ICORATING: per valutare le ICO che vengono lanciate sul mercato;
  • ICOBENCH: altro sito con il rating delle ICO;
  • TOKEN MARKET: per rimanere aggiornati sulle nuove ICO in uscita.
  • COINMARKETCAP: tutte le monete cripto e

Dulcis in fundo…l’imperdibile e brevissimo video del mitico Marco – Monty – Montemagno   Blockchain e Bitcoin tra rivoluzione tecnologica e bolle del 13 novembre scorso che spiega in maniera PERFETTA quello che  ho cercato di spiegare in questo post 😉

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