Il REDDITO DI BASE UNIVERSALE DIVENTA REALTÀ GRAZIE ALLA BLOCKCHAIN

…per costruire un nuovo sistema economico più equo e sostenibile…

Photo by abigail low on Unsplash

Su questo blog, chi mi segue lo saprà, ho già scritto sia sul reddito universale di base che sulle criptovalute e la tecnologia della blockchain (QUI e QUI). Due argomenti che dire che mi appassionano è riduttivo. E, addirittura, in questo post intendo “appassionarmi al quadrato” e metterli insieme, in un connubio che potrebbe rappresentare una soluzione innovativa e rivoluzionaria e contribuire a rendere questo un “mondo migliore”. 

Ma come può la blockchain, un libro mastro diffuso su cui “girano” le criptovalute tra cui, in primis, il bitcoin, permettere a tutti, indistintamente, di ricevere un reddito di base che, invece di essere distribuito in moneta ufficiale – euro, dollari o yen – viene dato in forma di “token” o criptovaluta?

Prima di cercare di spiegarlo vorrei fare una breve premessa. Il reddito di base universale è un concetto che molti economisti considerano giusto e che dovrebbe essere incluso nei programmi politici del futuro per costruire una società più equa e distribuire meglio la ricchezza prodotta che oggi si concentra nelle mani di pochissimi, nel mondo.

Un reddito universale garantito fornirebbe una base minima di sostentamento, per una vita libera dalla preoccupazione della sopravvivenza fisica perché permetterebbe a tutti di avere modo di procurarsi un alloggio e del cibo. A livello psicologico una cosa di questo genere darebbe a milioni di persone la possibilità di scegliere se lavorare alle dipendenze di qualcuno, avere una attività in proprio, o accontentarsi del minimo del reddito di base e dedicarsi, per esempio, all’arte o alla scienza.

Premesso, quindi, che, a mio parere, una rivoluzione di questo tipo cambierebbe il paradigma su cui la società moderna si basa rendendola migliore – anche al netto delle inevitabili storture e degenerazioni di chi utilizzerà quel denaro per “ubriacarsi o peggio” – resta la difficoltà di mettere in pratica e realizzare concretamente, su larga scala, questa utopia sociale.

D’altra parte – l’altra faccia della medaglia – ciò che è alla base dei bitcoin e delle criptovalute, è che si tratta di un nuovo concetto di moneta, o di riserva di valore. Le valute ufficiali sono oggi emesse dai governi centrali che ne garantiscono il valore grazie alla fiducia che tutti noi abbiamo nei loro confronti. Così la circolazione della moneta è gestita e controllata a livello centrale. Il che significa anche che chi controlla ed emette moneta può farlo e stampare dollari o euro anche con il rischio di inflazionarne il valore e di inondare il mercato di soldi al fine di salvare banche e istituzioni finanziare in crisi.

Ma c’è una alternativa al sistema monetario attualmente in uso. Le criptovalute, appunto. La prima criptovaluta “coniata” è stato il bitcoin grazie ad un sistema diffuso e decentralizzato di “contabilità” dove nessuna banca o governo detiene il potere assoluto di emettere quella moneta o di chiudere un conto.

E quindi, per tornare al tema di questo post, vediamo come il reddito di base universale potrebbe essere erogato automaticamente da un sistema che distribuisce delle criptomonete che poi, chi desidera o chi ne ha bisogno, può scambiare sul mercato.

Prenderò come mia guida e ispiratore Alfred Wenger, uno dei venture capitalist più importanti al mondo e partner, con Fred Wilson, di Union Square Ventures (con sede a New York). Wenger, infatti, è uno strenuo sostenitore sia del reddito universale di base che della blockchain e delle criptovalute.

In una puntata di uno dei podcast che ascolto con assiduità, INVEST LIKE THE BEST, Wenger ritiene che stiamo entrando in un mondo dove il reddito di base – basic income – sarà la normalità e che questo reddito verrà generato e sarà reso possibile grazie alla tecnologia della blockchain.

Ma vediamo meglio quello che Wenger ha detto nella intervista del podcast e che riferirò qui in maniera sintetica:

Molti progetti – e uno in particolare lo vedremo più avanti – sono in fase di sviluppo e di sperimentazione ma ciò che va sottolineato qui è che oggi abbiamo a disposizione una tecnologia che ci dà la possibilità di distribuire un reddito a tutti, indistintamente, senza alcuno stato o governo o banca centrale che possa controllarlo o bloccarlo in alcun modo.

Il concetto “filosofico” alla base di questo è la libertà economica che dovrebbe essere garantita a tutti. Un principio che gli stessi padri fondatori degli Stati Uniti avevano abbracciato dando ai coloni che venivano in America un pezzo di terra a titolo gratuito. La terra, però, è una risorsa finita. Oggi non si possono distribuire appezzamenti di terra ma si può distribuire valore, una forma di denaro che permetta alle persone di essere libere economicamente e non costrette a subire il ricatto di datori di lavoro cui oggi sono troppo spesso sottomesse e sfruttate.

 Una idea potente, dirompente, di libertà e di autoaffermazione che oggi siamo in grado di mettere in atto grazie alla blockchain e che ci porterà a superare l’era industriale incominciata dopo la seconda guerra mondiale e ad entrare nell’era della conoscenza.

 E’ ancora tutto in fase di sviluppo, nessuno sa cosa succederà. Ciò che è certo è che bisogna mettere in grado le persone di avere alternative, di provare e sperimentare il nuovo facendoli sentire liberi di usare il loro tempo come meglio credono e vivere dove vogliono. Anche non nelle città dove molti oggi sono costretti a vivere esclusivamente per lavorare.

Siamo all’inizio dell’era della conoscenza, un passaggio drammatico nella storia umana dove è più che mai indispensabile dare alle persone quella libertà che gli viene negata da un sistema capitalistico ineguale e distorto. E quindi evitare un cataclisma sociale.

 E allora come si fa a dare alle persone una “moneta” – un valore – su cui tutti concordino e su cui ci sia fiducia? Oggi gli stati per implementare il reddito universale devono passare dqll’immissione di denaro nel sistema da parte delle banche centrali a un modalità per cui è la gente stessa che crea questo denaro. Il denaro entra in circolazione ma non da un singolo emissario/fonte/emittente ma in maniera diffusa.

Oggi chi è ricco può facilmente andare in banca, indebitarsi, e moltiplicare la sua capacità di spesa e investimento. Un povero non lo può fare. Perciò la banca crea denaro a debito. Ma non è detto che la creazione di denaro debba essere monopolio delle banche. Può essere creato dalle persone. Basta ribaltare il modo in cui si distribuisce. Il denaro è sempre lo stesso cambia solo da dove nasce e quello emesso dal governo è solo una piccola frazione di quello in circolazione.

Si avrebbe un sistema globale di cosiddetto “airdrop” – soldi che cadono dal cielo – dove viene dato denaro in forma di token/criptovaluta a tutti con una trasparenza assoluta.

 E’ una possibilità, ma già solo il fatto che ci sia, questa possibilità, è davvero esaltante!

Wenger ha “pubblicato” il suo libro World After Capital nel quale fa un discorso articolato sulle ragioni che sono alla base del BUI. Con un messaggio finale chiaro e forte: il BUI sarà uno dei pilastri della libertà di tutti noi.

IL PROGETTO PER DARE A TUTTI UN REDDITO UNIVERSALE DI BASE

Ma vediamo quale è il progetto che, a mio parere, ha la potenzialità di realizzare concretamente questo rinascimento economico e sociale e che ritengo essere più allineato con quanto sostiene Wenger. Un progetto che, oltretutto, è già in fase di avanzamento ed il cui nome è tutto un programma: MANNA.

 

Come si “guadagnano” i MANNA? La procedura è molto semplice ed immediata e per me è stato davvero facile completarla. Basta, appunto, registrarsi e verificare la propria identità con un codice inviato con un sms su un cellulare – QUI –  per ricevere nel proprio wallet/portamonete digitale, ogni giovedì, i MANNA TOKENS. La prima distribuzione è stata fatta il 30 giugno 2016 a circa 200 utenti. L’ultima, invece, è stata fatta su circa 90.000 utenti provenienti da 100 paesi diversi. Ogni giovedì vengono distribuiti oltre mezzo milione di MANNA.

IL MIO ACCOUNT MANNA:

Sono iscritta da un mese e nel mio wallet ci sono circa 830 MANNA l’equivalente, al cambio del giorno in cui scrivo, di 7 dollari.

Il mio “indirizzo” MANNA è: Gcmhq9yLPWxkugVaHwkZJ6aAnHTSELeaPv

Su questo indirizzo chiunque ha la possibilità di inviarmi dei MANNA così come io posso farlo a mia volta e inviare questa criptomoneta a chi voglio.

I MANNA si possono comprare, per il momento, su un solo EXCHANGE (piattaforma per comprare e vendere criptovalute) SOUTHEXCHANGE: https://www.southxchange.com/Market/Book/MANNA/BTC

Fin qui la parte pratica. Vediamo invece adesso quale è la mission che sta dietro questo progetto e che ci riconduce al reddito di base universale.

Come ho detto più sopra, infatti, MANNA ha l’obiettivo principale di diventare la criptovaluta di riferimento e utilizzata dal maggior numero di persone nel mondo che verrà distribuita, ogni settimana, nel portafoglio digitale di chiunque ne voglia far parte. La sostenibilità economica di MANNA è spiegata nei dettagli nel cosiddetto WHITEPAPER, un documento di 32 pagine dove si descrivono le potenzialità del progetto e gli scopi che si prefigge. Non posso qui entrare nei dettagli e, per chi volesse invece approfondire l’argomento, può richiedere l’invio del PDF sul sito stesso lasciando il proprio indirizzo di posta elettronica.

Oppure leggere le FAQ QUI.

Il whitepaper di MANNA è il manifesto/programma che i fondatori si sono prefissi e che intendono portare avanti nei prossimi anni. Si tratta di un progetto ambizioso che, oltre alla distribuzione di un reddito incondizionato a tutti coloro che si iscriveranno, intende sviluppare un nuovo e più efficiente modo di dare aiuto a chi ne ha bisogno e di redistribuire la ricchezza in maniera più equa.

Inoltre, un’altra delle cose che MANNA potrà permettere in futuro, è quella di dare a ciascun bambino, alla nascita, un conto su cui depositare i MANNA che potranno essere prelevati e utilizzati al compimento del 18mo anno di età.

La potenzialità di questo progetto è enorme. MANNA potrebbe diventare la criptovaluta adottata da milioni di persone in tutto il mondo a livello globale e fare da contraltare ai più noti bitcoin ed ethereum.

Sarà uno sforzo non da poco per i fondatori di MANNA e il successo sarà proporzionale alla adozione da parte del maggior numero di persone possibile di questa nuova piattaforma. Grazie all’effetto network, alla crescente domanda di criptovaluta, il valore aumenterà nel tempo, e potrà essere uno strumento di equità sociale e di lotta alla povertà rivoluzionario.

Tutti devono avere la possibilità di partecipare al grande movimento innovativo che rappresentano oggi le criptovalute e riceverne una quantità che non sia altro che un reddito universale incondizionato, distribuito regolarmente e con una interfaccia semplice da usare. E la semplicità di utilizzo è alla base del progetto perché solo così si amplierà la base di coloro che possono accedervi e fare transazioni. Un mondo ad oggi riservato solo agli esperti “smanettoni”.

MANNABASE è un progetto affascinante, un movimento portato avanti da un gruppo di persone che hanno una missione e di cui tutti possiamo far parte, indistintamente e a livello globale. Chi crede nella filosofia del reddito di base universale, grazie a progetti come MANNA può “votare” e partecipare registrandosi o attivandosi per far entrare altri soggetti nella rete, con donazioni o con il semplice acquisto del token MANNA sull’exchange. Mai si era visto, nella storia, una possibilità del genere, qualcosa che rende le persone davvero libere e autonome, senza apparati burocratici e/o politici che ne impediscano lo sviluppo personale.

Per chi vuole “vedere con i propri occhi” – e ha dimestichezza con l’inglese – consiglio di guardare questo video di 18 minuti in cui i due fondatori di MANNA spiegano, con un entusiasmo contagioso, quali sono i loro obiettivi e cosa intendono fare nei prossimi anni:

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