IL PICCOLO LIBRO CHE BATTE IL MERCATO AZIONARIO

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I consigli di Joel Greenblatt per investire in borsa nel lungo termine

In questo post parliamo di investimenti e di alcune delle alternative disponibili per mettere a frutto il proprio denaro. Un “tema” ad interesse trasversale che ho incominciato a seguire da non molti anni ma sul quale credo ci sia tanto da esplorare. Così, scrivendo per questo blog, alimento e coltivo la mia curiosità. Condividendo quello che ho imparato – come ho fatto per le criptovalute con questi altri post, QUI, QUI e QUI – spero di aiutare chi, come me, vuole approfittare della incredibile possibilità offerte dalla rete e, soprattutto, di imparare dai guru e maghi di Wall Street che hanno avuto la generosità di trasmettere la loro conoscenza a noi “gente comune”.

Grazie, infatti, alla esperienza dei più grandi gestori statunitensi che hanno pubblicato libri in cui spiegano le strategie che hanno adottato nel corso degli anni, è possibile farsi una idea e capire ciò che più si avvicina al proprio modo di affrontare la questione. Di questi guru ce ne sono svariati: da Warren Buffett a Ray Dalio, da Peter Lynch a David Swensen. Iniziamo questo excursus “finanziario” – una strada verso la ricchezza e la libertà finanziaria – con Joel Greenblatt e il suo Piccolo Libro che Batte il Mercato Azionario, un vademecum eccezionale che insegna a scegliere su quali azioni puntare per una crescita nel lungo termine.

ATTENZIONE: Non sono un consulente finanziario e questo non vuol essere un post per consigli di investimento che solo i professionisti accreditati possono dare. Intendo condividere quello che ho imparato in questi ultimi anni sia dalla mia esperienza pratica che dalle letture di libri specialistici e divulgativi così come dall’ascolto di podcast finanziari. 

Ma prima una breve premessa su ciò che si intende con la parola INVESTIMENTI ATTIVI rispetto a quelli PASSIVI. La differenza è molto semplice e immediata. Chi predilige investire in maniera “attiva” deve fare delle scelte ponderate su quali azioni puntare e attrezzarsi in modo da comprendere le dinamiche dell’andamento delle aziende che quelle azioni rappresentano. I loro bilanci, il mercato, il business…etc etc.

Chi, invece, non crede che il “gioco valga la candela”, punta in maniera “passiva” – quindi senza impegnarsi in alcun modo in studi ed analisi – su un indice che replica esattamente e pedissequamente ciò che fa tutto il mercato. Azionario nel caso specifico ma potrebbe essere anche quello obbligazionario. È come avere un piccolo, minuscolo pezzettino del mercato in cui ci sono, in minima parte, tutte le azioni le obbligazioni o altro che quell’indice rispecchia.

Gli investitori attivi sono quelli che vanno a caccia del “valore intrinseco” in ciò che acquistano e che non temono i periodi di crollo del mercato. Anzi lo “anelano” perché ritengono che è proprio in questi momenti di panico generalizzato che si possono scovare succosi “affari”.

Gli investitori passivi, dal canto loro, lasciano che il tempo faccia il suo dovere e “aspettano lungo il fiume” senza muoversi e senza preoccuparsi degli alti e bassi perché sanno che, nel lungo termine, con gli anni, il mercato sarà fedele alla sua tradizione di generare sempre rendimenti positivi.

Ma veniamo al punto. Il libro di Greenblatt e la sua strategia.

Ho letto – anzi divorato – le 178 pagine de Il Piccolo Libro che Batte il Mercato Azionario nelle quali, in sintesi, e con parole comprensibili a chiunque – anche a chi non ha alcuna conoscenza finanziaria – Greenblatt spiega quali sono i meccanismi alla base degli investimenti in azioni quotate in borsa e, soprattutto, quali azioni scegliere tra le migliaia oggi disponibili a coloro che hanno un conto di trading su una piattaforma on line.

Anche Joel Greenblatt è un “value investor”, uno che cerca il valore in ciò che acquista. Ed è uno “stock picker”, che significa che sceglie con cura su cosa investire e non si affida – o si fida – dell’andamento del mercato.

Oltre ad avere scritto il libro (nel 2004 e poi aggiornato nel 2010), infatti, Greenblatt gestisce un fondo di investimento newyorkese che ha portato ottimi risultati ai suoi investitori.

E, nel libro, spiega come ha fatto e continua a fare grazie all’utilizzo di una semplice formula, che lui definisce “magica” ma che non ha nulla di esoterico, anzi.

La “formula magica” permette di selezionare 20 o 30 azioni che, in virtù di indicatori di base (profitti generati e ritorno sul capitale investito), sono, oltre che più promettenti in quanto le aziende emittenti sono profittevoli, anche sottovalutate dal mercato.

LA FORMULA MAGICA

Scegliere azioni di aziende che hanno risultati alti in questi due parametri:

  1. Hanno un alto rendimento per azione. Il rendimento per azione si calcola dividendo l’utile per ogni azione (la cifra che corrisponde all’utile complessivo della società nell’anno precedente sul numero totale di azioni sul mercato) sul prezzo dell’azione quotata al mercato; questo numero indica quanto profitto dell’azienda è attribuibile ad ogni singola azione. Ad esempio, se l’utile dell’anno precedente è stato di 0,5 dollari per ogni azione e l’azione è quotata a 10 dollari, la cifra che ci dice quanto è l’utile per ogni azione è 0,5 diviso 10, che equivale al 5%.
  2. Hanno un alto ritorno sui soldi investiti in beni materiali necessari a portare avanti il business. Questo dato si chiama ROC (Return on Capital) e si calcola dividendo l’utile sul capitale investito. Questa cifra dice quanto la società è abile nel trasformare ciò che è stato investito in profitto. Ad esempio, se sono stati investiti 300.000$ per aprire un ristorante e il profitto netto è stato di 100.000$, il ROC sarà del 33,33% (100mila/300mila x 100). Cifre superiori al 25% sono considerate più che buone per una azienda quotata in borsa.
  3. Queste due cifre vanno combinate: si faranno due graduatorie per ciascun parametro. Le due graduatorie andranno incrociate in modo tale che una società che si troverà al primo posto nella graduatoria grazie ad un alto ritorno sul capitale investito – diciamo del 30% – ma si trova poi al 180mo posto in termini di profitto per azione, avrà un punteggio totale, nella graduatoria definitiva, di 181. Sarà al 181mo posto. La società che avrà in assoluto entrambi gli indicatori più bassi – perché risulterà alta in entrambe le classifiche – sarà quella che converrà comprare.

Ma, qualcuno di voi certamente dirà, chi ha il tempo, la voglia, le capacità di mettersi a tavolino a fare calcoli o predisporre graduatorie e tabelle?

Ed ecco che Greenblatt ci viene incontro e ci fornisce una “guida passo passo” con precise istruzioni su come applicare la formula e come gestire il proprio portafoglio di azioni quasi in “automatico” grazie ad un sito – magicformulainvesting.com – completamente GRATUITO che non è altro che un “juke box” di azioni. In base a un singolo parametro inserito nella schermata iniziale, si ottiene una lista di azioni già bella e fatta.

PRIMO PASSO: accedere al sito MAGIC FORMULA INVESTING

Iscriversi ed effettuare il login:

SECONDO PASSO: scegliere la dimensione dell’azienda in cui si vuole investire (es: aziende con capitalizzazione di mercato oltre i 50 milioni di dollari, 200 milioni, o oltre 1 miliardo). In genere è buona regola scegliere aziende con una capitalizzazione che supera i 50 o 100 milioni. E selezionare il numero di aziende che si vuole ottenere (30 o 50).

TERZO PASSO: dopo aver inserito la cifra – in questo caso io ho scelto aziende con una capitalizzazione superiore ai 1000 milioni di dollari – cliccare su “get stock” con il risultato di una schermata con l’elenco in ordine alfabetico di 30 azioni. L’elenco delle 30 aziende che rispettano i parametri della formula e che hanno una capitalizzazione di 1 miliardo dollari è:

QUARTO PASSO: di queste 30 aziende, Greenblatt consiglia di sceglierne in prima battuta 5 o 7 per iniziare ad investire gradualmente in un anno e arrivare ad un totale in portafoglio di 20 o 30 aziende in tutto. All’inizio, quindi, basterà investire dal 20 al 33 per cento del capitale complessivo che si utilizzerà per seguire questa strategia nell’arco di un anno.

Le aziende che ho scelto per investire una prima tranche di fondi e iniziare ad applicare la “formula magica” sono 5: Amgen (AMGN), TIMEWARNER (TWX), WESTERN DIGITAL (WDC), Omnicom Group (OMC), Discovery Communications (DISCA).

Apro una breve PARENTESI su come acquistare queste azioni. Ci sono innumerevoli possibilità di acquistare azioni utilizzando broker e piattaforme di trading on line. Personalmente io utilizzo la piattaforma eToro per la mia attività di trading on line. Una interfaccia semplice ed immediata che permette anche a chi, come me, non ha nessuna conoscenza tecnica, di effettuare investimenti in azioni, indici e materie prime. Per applicare la “formula magica” e creare un portafoglio di 20 azioni su cui investire, utilizzerò eToro e, in particolare, farò una prova con il conto virtuale di cui ogni utente dispone per imparare ad usare la piattaforma. Il mio obiettivo è di investire 30mila dollari su 30 azioni, da qui ad un anno. Per aprire un conto virtuale – e successivamente uno reale – sulla piattaforma eToro, CLICCARE QUI. Attenzione, si tratta di un link di affiliazione in quanto partner del progetto.

QUINTO PASSO: il quinto passo consiste nell’acquistare, come fatto nel passo precedente, altre 5 azioni ogni tre mesi fino a che non sono stati investiti tutti i fondi che si è deciso di allocare nel portafoglio della “formula magica”. In un arco di tempo di 1 anno si arriverà ad avere 20 azioni in portafoglio (cinque ogni tre mesi). Tra tre mesi, quindi, acquisterò sul mio conto eToro altre 5 azioni tra quelle elencate sul sito magicformula.com.

SESTO PASSO: dopo aver tenuto in portafoglio le azioni acquistate, queste vanno vendute e il ricavato della vendita dovrà essere utilizzato per rimpiazzare le azioni vendute con un numero equivalente di azioni selezionate con la solita formula che già conosciamo. Nel mio caso specifico, tra un anno, dovrò vendere le azioni Amgen (AMGN), Time Warner (TWX), Western Digital (WDC), Omnicom Group (OMC), Discovery Communications (DISCA) e acquistarne altrettante.

SETTIMO PASSO: il settimo passo della strategia è la ripetizione del ciclo di tre mesi in tre mesi  per qualche anno. È bene ricordare, infatti, che è necessario mantenere attivo questo sistema e questa strategia di investimento per un minimo di almeno 3 anni, senza dare peso ai risultati che si ottengono, che possono anche essere negativi. In caso contrario potrebbe succedere che si molli la presa prima di dare il tempo alla formula di funzionare.

Ricapitolando, i punti fermi da non dimenticare sono:

  1. Mantenere una media di 20/30 azioni in portafoglio per far sì che la formula possa funzionare al meglio. È la media che conta.
  2. Scegliere 20 o 30 azioni tra quelle che sono presenti nella lista che viene predisposta applicando la formula; in altre parole quelle azioni di aziende che hanno il punteggio maggiore sui due parametri combinati.
  3. Terzo accorgimento: iniziare gradualmente e comprare le nostre 20/30 azioni nell’arco di un anno, con 5/7 azioni aggiunte ogni tre o quattro mesi. Una volta raggiunta l’anzianità – un anno – quelle azioni vanno vendute e rimpiazzate con altrettante.
  4. Last but not least: la strategia deve essere applicata per un periodo di 3 anni (meglio se 5 o 10) almeno. Con pazienza e senza avere fretta di avere risultati, anzi mantenendo duro anche negli anni – che inevitabilmente ci sono – in cui il mercato e il portafoglio saranno in perdita.

Ma c’è ancora un modo per “bypassare” questo articolato e dispendioso – in termini di tempo – meccanismo di investimento o strategia che dir si voglia. Un modo ancora più semplice e immediato soprattutto per chi ha abbracciato la filosofia del passive investing o index investing come ho cercato di spiegare nella premessa di questo post.

Il passive investing prevede che sia molto difficile, se non impossibile, battere il mercato e che conviene invece acquistare la quota di un fondo o un ETF (Exchange Traded Fund) che replichi esattamente l’andamento di un indicatore di borsa come il NASDAQ o il FTSE MIB, per intenderci. Nel lungo termine questa strategia di investimento permette di avere rendimenti analoghi a quelli del mercato nel suo complesso e, soprattutto, non dà preoccupazioni.

Ma il passive investing prevede anche approcci più articolati con indici o ETF che replicano una delle strategie utilizzate da questi investitori attivi, ad esempio.

E, visto che trovo la “formula magica” di Joel Greenblatt molto intrigante e stimolante, mi sono chiesta se ci fosse un modo per integrare l’approccio attivo con quello passivo…E, fatta una ricerca su google, ho scoperto che dal 2015, quindi relativamente da poco, Joel Greenblatt con il suo Gotham Fund, (40% di guadagno su 20 anni) ha lanciato un INDICE che replica esattamente la strategia da lui applicata in tanti anni di onorata carriera.

E il bello di tutto questo è che chiunque, senza troppo sforzo, anzi senza alcuno sforzo, può “approfittare” della conoscenza e della esperienza accumulata in anni e anni da Greenblatt e dal Gotham Fund, acquistare l’indice GINDX (Gotham Index Plus Fund) e…aspettare.

Ed è anche possibile, volendo, sottoscrivere altri indici/ETF quotati in borsa che, anche se non applicano la “formula magica”, comunque si rifanno alle strategie di value investor di successo.

Alcuni di questi ETF sono:

Il primo, in particolare, VALX, è un ETF (Exchange Traded Fund) realizzato e “costruito” da una società, la VALIDEA CAPITAL MANAGEMENT che raccoglie le strategie dei migliori guru del mercato statunitense e struttura dei portafogli con azioni scelte tra quelle in cui investono Warren Buffett, Peter Lynch e lo stesso Joel Greenblatt.

L’ETF Validea Market Legends è una perfetta “scorciatoia” per chi ha la possibilità di sottoscrivere fondi e indici del mercato statunitense attraverso una piattaforma di trading quali Fineco o IW Bank..

In conclusione, l’idea che mi preme trasmettere è che per chi vuole investire e usare la propria testa per farlo, è fondamentale impostare una strategia e seguirla, restandole fedeli nel lungo termine!

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