COME TROVARE IL PROPRIO SCOPO NELLA VITA…

Foto di Ryan Hallock/Flickr

…oppure no? …

Come trovare uno “scopo nella vita”, qualcosa a cui dedicarsi “anima e corpo” sentendosene irrefrenabilmente e irrevocabilmente attratti, è diventato un argomento super gettonato nella rete.

Guru, coach e mentori di ogni ordine e grado sono ben felici di fornire il loro parere e, soprattutto, le loro strategie per chi, come la stragrande maggioranza delle persone, non ha avuto la fortuna di nascere con una “vocazione nel cassetto”.

Dopo aver letto svariati blog e ascoltato altrettanti podcast, è mia intenzione trarre il succo di ciò che ho imparato e fare una riflessione sul mio caso personale e su quanto quello che viene tanto acclamato è poi possibile davvero mettere in pratica.

Ci sono due approcci diversi alla questione.

C’è chi sostiene che ciascuno di noi è chiamato a compiere una missione, ad intraprendere una qualche attività che sia sopra ogni cosa di aiuto agli altri e che trovare questa vocazione sia nostra diretta responsabilità.

Altri, invece, ritengono che l’esistenza vada vissuta pienamente, giorno per giorno, momento per momento, nel presente. Senza subire le pressioni esterne – o le credenze religiose – che ci inducono a ritenere che dobbiamo in qualche modo essere tutti degli “eroi”.

Personalmente, mi ritrovo di più nel secondo approccio. Perché?

Perché, come dice Simon Sinek in un breve video – SIMON SINEK su Big Think –  siamo arrivati ad essere quasi ossessionati dalla idea di “avere una visione”, di dovere per forza partorire qualche pensiero sublime sul mondo e sul nostro destino. Ma non per tutti è così! Anzi. I “visionari” alla Steve Jobs, per intenderci, sono davvero pochi. E questa storia di dover avere una missione superiore non è altro che un ulteriore “obbligo” – un fardello – che ci impone la società.

Quello che invece possiamo fare è cercare una direzione, una stella polare, un mentore. Qualcuno o qualcosa in cui credere. Un leader, una idea, una azienda che ci ispira fiducia ed entusiasmo. Questo sì. Tutti dovremmo trovare una direzione da seguire, anche se non dobbiamo necessariamente crearla noi.

E alla base di questa ricerca c’è la volontà di raggiungere una vera consapevolezza di ciò che davvero si desidera. Perché è inutile inseguire disperatamente il successo materiale e la ricchezza se non siamo poi convinti che quello sia il nostro vero obiettivo.

Chi è consapevole può ricalibrare e modificare ciò che fa e quello su cui investe in maniera da vivere una vita serena e appagante, secondo i suoi parametri. E non secondo i dettami che vengono dall’esterno e che “misurano” il valore delle persone in termini di denaro e di fama.

Chi raggiunge questo livello di “illuminazione” non si trova più in un vortice negativo sempre inseguendo qualcosa e senza mai vivere le esperienze in modo pieno e completo.

E il bello di tutto questo è che siamo in continuo cambiamento. Non esiste un percorso fisso ed immutabile. C’è una evoluzione costante, una crescita costante, che ci permette di vivere in maniera rilassata il nostro “dharma”, il nostro “modo in cui le cose sono”.

La soluzione, in altre parole, è quella della creatività e della sperimentazione che ci porta ad esprimerci e ad essere responsabili della nostra felicità. E, soprattutto, a cambiare e a non avere un unico, immutabile, scopo. Scopo che, giocoforza, con il tempo, a causa del fatto che cambiamo ed evolviamo come esseri umani, non può rimanere lo stesso per sempre.

MA QUALI SONO LE PRATICHE DA METTERE IN CAMPO PER ANDARE ALLA RICERCA DI UN PROPRIO SCOPO o VISIONE?

Anche qui esistono innumerevoli e più o meno utili “trucchi” che si possono utilizzare, ciascuno di noi a modo suo e secondo le proprie attitudini. Io ne riporto DUE che mi convincono di più e che sto cercando di mettere in pratica (come dico più avanti nella sezione dove parlo del mio caso).

La tecnica della lotteria

Si tratta di un semplice esercizio mentale con cui si ipotizza di avere così tanti soldi da poter fare qualsiasi cosa si desideri e che sia i viaggi che i divertimenti di qualsiasi tipo siano già stati sperimentati e “archiviati”. Cosa faremmo, allora? Come ci immaginiamo la nostra vita con davanti una prateria di opportunità e di attività da poter realizzare senza l’obbligo di rendere conto a nessuno?

Visualizzare e sognare può essere una tecnica efficace per raggiungere innanzitutto la consapevolezza di ciò che davvero conta per noi. E, successivamente, ci dà la forza e lo spirito per mettere in pratica quello che davvero è per noi fonte di ispirazione e gioia ultima.

L’esercizio della lotteria è perfetto per dimostrare come il denaro e la ricchezza non abbiano nulla a che vedere con la nostra felicità e con il significato che diamo alla nostra vita. Che sia quello di aiutare gli altri o di lavorare per una causa che ci sta a cuore.

Il vision board

Questa tecnica consiste nel tenere un vision board o un diario giornaliero dove scrivere anche i piccoli obiettivi da raggiungere, i nostri propositi quotidiani come quello di fare una passeggiata di un’ora o meditare per almeno 5 minuti al giorno.

La tenuta di un diario può aiutare a definire meglio il proprio il percorso, anche nelle piccole cose come alzarsi la mattina, rimettersi in forma, provare a trovare un sistema di entrate passive – rendite –alternativo al lavoro. Invece di “puntare alla luna” è bene concentrarsi sulle attività di ogni giorno che, nel tempo, possono portarci davvero in una dimensione di gioia e serenità.

Il segreto, qui, è quello di scrivere quello che vogliamo ESSERE e non quello che vogliamo FARE. Perché in fin dei conti lo scopo vero non è quello di fare qualcosa di eclatante o di raggiungere chissà quale obiettivo materiale, ma quello di essere ciò che davvero vogliamo.

IL MIO SCOPO NELLA VITA

E cosa dire di me? Ho trovato il mio “scopo nella vita”? Come ho già sottolineato, non credo che esista una missione che dobbiamo compiere in qualità di esseri umani e che risponda alla domanda “perché sono qui”. E personalmente non mi sono mai sentita chiamata a percorrere una strada piuttosto che un’altra. Tuttavia è vero anche che la mia vita è stata in qualche modo “incanalata” e forse sono stata un po’ etero-diretta a fare cose che in qualche modo fossero ritenute giuste dagli altri. Ho avuto molte esperienze, tante bellissime e appaganti, e molte volte ciò che mi ero prefissa di raggiungere, l’ho conquistato. Come alcuni desideri che in un primo momento mi sembravano irraggiungibili e che poi si sono materializzati (come quello, ad esempio, di vivere a New York per cinque anni).

Ad un certo punto, però, mi sono resa conto di essere rimasta intrappolata in una rete di convenzioni e di “doveri”. Prigioniera di una “gabbia dorata” dove la mia libertà era molto limitata.

Ho deciso, quindi, di riflettere e di provare a capire davvero come voglio trascorrere le mie giornate e di cosa mi voglio occupare. Ma, soprattutto, di esprimere, anche attraverso un blog, quelli che sono i miei valori. Perché, alla fine, è questo che conta: comprendere quali sono i propri valori e viverli spontaneamente.

Ed è così che mi sono resa conto di avere dei “capisaldi”, degli argomenti che mi “accendono” e che mi danno una carica in più e mi spingono ad andare avanti, dandomi quella motivazione necessaria a compiere i passi che servono per aggiungere un “tassello” al mosaico della mia vita.

E, allora, quali sono questi valori? Queste credenze? Cosa farei, oggi come oggi, se, grazie ad una vincita milionaria, potessi dedicarmi senza problemi e preoccupazioni di alcun tipo a vivere semplicemente la mia vita?

Bè farei ciò che mi detta il cuore e mi focalizzerei su TRE “aree di interesse” o valori di cui sono diventata consapevole in questi ultimi anni e che oggi come oggi mi rendono felice e mi danno una incredibile motivazione. E sono:

  1. La scienza e il progresso tecnologico (anche attraverso l’imprenditorialità);
  2. La libertà finanziaria ed economica per tutti con il reddito universale incondizionato o con gli investimenti passivi;
  3. La crescita personale attraverso la lettura e la scrittura.

La scienza e l’innovazione

Sin da ragazza sono stata appassionata di fantascienza e ho amato le visioni futuristiche e gli scenari che il progresso tecnologico avrebbe portato all’umanità. Così come ho subìto il fascino delle speculazioni sull’universo, sull’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo, sulle potenzialità di internet e sulle biotecnologie. E, ciononostante, non ho intrapreso un percorso di vita che mi avrebbe portato ad investigare i segreti delle particelle elementari o quelli delle stelle distanti miliardi di anni luce da noi. No. Ho scelto la strada più “conformista” e “normale” e mi sono laureata in economia.

Per molti anni ho lasciato da parte, in una specie di letargo, la mia passione per la scienza e mi sono dedicata ad un lavoro che spesso mi ha dato anche tante soddisfazioni e in cui, soprattutto, credevo. Ma quei “valori” e quel richiamo alla scienza e all’innovazione, mi rendo conto adesso, erano e sono ancora vivi in me.

Una volta capito quanto futile fosse proprio il lavoro in cui avevo tanto investito, mi sono chiesta come poter recuperare l’entusiasmo sopito e ravvivare il fuoco della visione tanto amata. Come per incanto, allora, mi sono “piovuti dal cielo”:

Ma non solo. Oltre alla “teoria” di cui sopra (libri, documentari e corsi), ho incominciato ad avere una maggiore consapevolezza delle opportunità che mi si prospettavano per mettere in “pratica” questa mia passione/visione.

Ed è così che mi sono ritrovata a fare la valutatrice di progetti Proof of Concept (in italiano: verifica della fattibilità dell’idea concettuale) per la valorizzazione della ricerca scientifica dello European Research Council, la più importante agenzia europea che finanzia i migliori scienziati e ricercatori alle frontiere della innovazione tecnologica (e di cui ho parlato QUI con il direttore del Sole24ORE Roberto Napoletano).

E ho incominciato ad essere più attiva ed a partecipare in maniera diretta alle istanze della scienza grazie al crowdfunding  e alla “micro-filantropia” per supportare realtà quali il CERN di Ginevra che raccoglie donazioni di privati cittadini attraverso la sua fondazione CERN & Society.

Insomma, mi sono sentita e mi sento davvero felice grazie a questa riscoperta. Una felicità che è addirittura stata scientificamente provata secondo quanto riportato da un articolo del magazine digitale QUARTZ – questo articolo – in cui si sostiene che coloro che fanno della scienza e del progresso i propri valori, sono in media più felici di coloro i quali non hanno questa credenza o di chi si affida ad un dio o ad una forza superiore. Ho scoperto le basi scientifiche della mia felicità!

E, per tornare alle tecniche di cui ho parlato più sopra, se vincessi alla lotteria una somma tale da permettermi di essere totalmente libera e indipendente, beh, io metterei a frutto il mio denaro con investimenti di rischio con cui supportare gli scienziati/imprenditori e gli innovatori che popolano le città e le aree più dinamiche del globo.

La libertà finanziaria


Il secondo pilastro della mia “casa dei valori” – ed in cui mi riconosco totalmente e appassionatamente –  è quello della libertà economica e finanziaria dal “sistema”. In altre parole, la mia “mission” è quella di esplorare le possibilità che oggi sono alla portata di tutti e che permettono di arrivare ad una condizione di vita in cui non si è più schiavi di un lavoro retribuito ma liberi, appunto, di dedicarci, ciascuno a suo modo, a godere di una vita splendida, fatta di creatività, di sogni e di apprezzamento consapevole. Oltre ad esplorare e valutare diverse possibilità – dagli investimenti passivi alle occupazioni che possiamo svolgere in maniera indipendente alle varie tipologie di trading on line – il mio scopo è quello di dare maggiore visibilità al concetto e alla causa del reddito di base incondizionato, di cui sempre di più si parla nel mondo della rete e non solo. E questo mio esplorare e sperimentare potrà essere di aiuto anche ad altri che, come me, sono stanchi di buttar via il loro tempo in inutili – e spesso deleterie – attività lavorative.

In un post che avevo pubblicato su Linkedin non molto tempo fa  – MIO POST SU LINKEDIN – parlo del libro che mi ha ispirato questa “visione”: How to be free in an un free world, di Harry Browne. Scritto oltre 40 anni fa, questo incredibile volumetto potrà aprirvi la mente e darvi una prospettiva del tutto diversa su voi stessi e su quanto vi circonda.  E, soprattutto, vi aiuterà a capire come poter essere liberi dalle catene della società che ci costringe ad adottare schemi di comportamento lontani proprio dai nostri valori profondi.

La crescita personale


Il terzo e ultimo pilastro  è quello della crescita personale e della volontà costante di apprendere e di attivare nuovi meccanismi attraverso cui vivere la vita al meglio. Si tratta di un “mondo” a parte e che forse avrebbe bisogno di essere trattato in un post tutto suo. Ma qui sarò sintetica. Quando parlo di crescita personale mi riferisco a cose come la pratica della meditazione, l’esercizio fisico assiduo e costante e l’esplorazione di pratiche come lo YOGA. Ma un posto particolare della mia crescita personale la occupa anche la lettura sistematica dei libri dei miei “mentori virtuali” che ho scelto come accompagnatori e maestri di vita. E anche l’ascolto di podcast che mi aiutino ad esplorare nuovi orizzonti e a conoscere realtà che altrimenti mi sarebbero sconosciute. Infine, ma non da ultimo, la scrittura, tra cui rientra anche la tenuta di questo blog, che intendo plasmare come un personale “microcosmo” di vita, il mio giardino di idee e di esperienze che, condivise, potranno essere a loro volta di ispirazione ed aiuto per qualcun altro.

PER CONCLUDERE


Tutte quello che ho elencato sopra e che vorrei “FARE” in realtà rappresenta ciò che desidero “ESSERE” che può essere così sintetizzato:

  • Essere un modello di libertà per gli altri
  • Ispirare al benessere fisico e mentale a chi mi sta vicino e a chi legge questo blog
  • Coinvolgere le persone ad amare la scienza e le nuove frontiere della ricerca scientifica.

…E CON IL BLOG LA CURIOSITA’ E’ LA BUSSOLA TUTTO QUESTO OGGI LO POSSO FARE….e posso allargare il mio raggio di influenza a molte più persone di quanto fosse stato possibile fare solo qualche anno fa!

Spesso basta semplicemente partire con piccoli passi verso il raggiungimento degli obiettivi che sono in allineamento con il nostro proposito di vita. Ed anche scrivere questi obiettivi e strutturarli in una VISION BOARD. Questa è la direzione che dobbiamo prendere – la BUSSOLA che ci guiderà nei momenti difficili, quando siamo presi da mille altre incombenze, o quando siamo stanchi e sfiduciati.

Avere in mente come si vuole ESSERE ci fa comprendere anche cosa significa per ciascuno di noi “avere successo”, cosa intendiamo con questa ingombrante parola. E’ la base per ogni futuro piano o programma che abbiamo in mente di realizzare.

Un esempio di come io voglio essere? Eccolo: la mia aspirazione è

vivere ogni momento al massimo e con una attitudine positiva, con un sorriso e con un sano gusto per la vita, ma nello stesso tempo amando le persone che mi stanno intorno e migliorando l’ambiente che mi circonda.

E, per concludere davvero questo lungo post con una nota di “colore”, invito tutti a guardare questo brevissimo video (soli 3 minuti) che descrive bene quello che vuol dire sperimentare nella vita:

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2 pensieri riguardo “COME TROVARE IL PROPRIO SCOPO NELLA VITA…”

  1. Bellissimo articolo, condivido la tua posizione. Per tutta la vita mi sono sentita un fallimento per non aver trovato LA passione, LA vocazione che portasse “felicità” (a me? agli altri?). Ho letto svariati libri su come trovare il lavoro giusto, la vita giusta, su come scoprire i miei veri desideri, ma nulla è stato davvero utile. Certo, so che certe cose mi danno più soddisfazione di altre, che sono più brava in certe attività che in altre, ma questo non sembra aiutarmi a cambiare. La gabbia dorata del non-cambiamento ora la voglio lasciare e il video che hai postato mi ispira un sacco!
    Grazie 🙂

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