COME METTERE IN PRATICA LA MAGIA DELLA QUOTIDIANITA’…e vivere una vita piena di “miracoli” aprendosi agli altri

Foto di Felix Mittermeier – Pixabay

L’intervista di Tim Ferriss ad Adam Robinson, una persona speciale che racconta del suo approccio agli investimenti, della meditazione attraverso il monitoraggio del battito del cuore, di come è passato dall’essere patologicamente introverso ad una costante pratica di apertura verso gli altri (quanto basta), dell’attitudine all’entusiasmo e alla sperimentazione che ogni giovane fresco di studi deve avere, e di come piccoli (e segreti) atti di gentilezza rendano la vita magica. 

Come ormai noto, sono una assidua ascoltatrice di podcast (per chi non lo sapesse, i PODCAST sono una specie di radio che viaggia su internet e con una infinità di canali che chiunque può ascoltare come e quando preferisce. Una Netflix solo audio) che sono diventati mei fedeli compagni di vita. E una delle puntate che mi ha “trafitto il cuore” è stata quella in cui Tim Ferriss – il Tim Ferriss di Tools of Titans, e di Tribe of Mentors – intervista Adam Robinson.

Una puntata memorabile!

…che ho pensato di tradurre e sintetizzare per i miei fedeli lettori che così potranno godere di una lezione di vita di una delle persone più eccezionali al momento in circolazione….almeno a mio parere. 

In questo post mi sono dedicata alla traduzione, più o meno fedele, dell’intervista di circa un’ora che, per chi lo volesse, è possibile ascoltare cliccando QUI (o leggere QUI).

L’ospite è Adam Robinson. Chi è Adam Robinson? Attualmente è un super consulente per chi investe grandi, grandissime somme di denaro. Applica complessi sistemi statistici per analizzare i trend a livello globale. Insomma, roba molto ma molto complicata. Ma, prima ancora di diventare un analista finanziario, è stato maestro di scacchi, ha creato una start-up, e scritto un best-seller per aiutare gli aspiranti studenti delle università prestigiose USA (come Princeton) a passare i difficilissimi test di ammissione. Questo il suo background.

Ma “veniamo al sodo”, e a quello che Adam, dall’alto della sua saggezza, ha raccontato al nostro buon Tim.

LE CITAZIONI PREFERITE

 Il colloquio inizia con le quattro citazioni che Adam ritiene essere più significative per lui, e che meglio sintetizzano la sua filosofia di vita. Eccole qui:

Se non hai ottenuto quello che vuoi, è un segno che non lo vuoi seriamente o che hai cercato di contrattare sul prezzo. Rudyard Kipling.

La cosa più difficile è la decisione di agire. Il resto è solo tenacia. Amelia Earhart

Se non ottieni i risultati desiderati, cambia quello che stai facendo. Adam Robinson

Se provi qualche emozione negativa – dubbio, paura, frustrazione, rabbia – è quasi sempre un segnale che ti dice di reindirizzare la tua attenzione o a quello che stai facendo in quel momento o sugli altri. Sii concentrato sull’azione che stai compiendo e non su te stesso. Adam Robinson

QUALE APPROCCIO AVERE NEI CONFRONTI DEGLI INVESTIMENTI?

Per quanto riguarda l’approccio agli investimenti – che è poi il suo campo di azione – Adam è convinto che non bisogna seguire il mantra che tutti ripetono: più hai informazioni riguardo al mondo, meglio saprai destinare i tuoi soldi a questo o a quello. Secondo lui, in realtà, non è affatto così:

Accumulare informazioni, essere più aggiornati possibile, è sicuramente un vantaggio in numerosi campi, ma non nell’ambito degli investimenti, dove può invece, peggiorare i risultati.

Oltre una certa quantità minima di informazioni, tutte quelle aggiuntive alimentano solo “bias di conferma”, con in più costi e ritardi nell’acquisizione di tali informazioni. I dati aggiuntivi che otteniamo e che sono in conflitto con la nostra valutazione o conclusione originale, li ignoriamo perché ci conviene, mentre le informazioni che confermano la nostra decisione originale ci rendono sempre più certi che la nostra conclusione è quella corretta.

Il mondo è semplicemente troppo complicato da comprendere, e più cerchiamo di farlo, tanto più intensamente vogliamo “spiegare” gli eventi e le tendenze in esso, più ci attacchiamo alle nostre convinzioni, che sono quasi sempre erratePeggio ancora, pensiamo di capire il mondo, il che ci dà un falso senso di fiducia, quando, in realtà, siamo quasi sempre più o meno in errore.

Si sente spesso, anche dagli investitori più esperti, che questa tendenza o quest’altra non hanno senso. Non ha senso che il dollaro continui a scendere o non ha senso che le azioni XYZ continuino a salire…Credono che la tendenza “non abbia senso”, ma ciò che non ha senso è il loro modello del mondo. Questo è ciò che non ha senso. Il mondo ha sempre senso; semplicemente siamo noi che non lo capiamo.

Poiché i trend finanziari sono legati al comportamento umano, le tendenze più forti non avranno, per noi, una loro logica finché non diventerà troppo tardi per trarne profitto. Nel momento in cui gli investitori comprendono davvero – ancora una volta, una falsa comprensione – che dà loro la sensazione di fiducia ad investire, è probabile che le opportunità di investimento siano ormai già passate.

LA MEDITAZIONE

Una sezione molto importante dell’intervista è quella sulla meditazione che, secondo Robinson, è stato uno dei migliori “investimenti” – tra i tanti in soldi, tempo ed energia – che lui abbia mai fatto.

Sono sempre stato eccitato dal mondo, quindi la mia mente corre continuamente a mille miglia all’ora, cercando di rispondere a questa o quella domanda, creando questo sistema o quello, non stop, 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno. Ma questa continua stimolazione mentale e psichica è estenuante, ovviamente, e se si vuol fare bene qualsiasi cosa, bisogna trovare un modo per riprendersi dallo stress di tutta quell’attività.

Quindi, sapevo che, sebbene dovessi trovare il modo di “spegnere la mente” e “semplicemente rilassarmi, semplicemente godere il momento presente, semplicemente essere”, per anni non ero riuscito a trovare un modo. Ho provato di tutto: yoga, esercizio fisico. Ho anche provato l’ipnosi..senza successo.

Poi, circa due anni fa, il mio amico, Josh Waitzkin, riconoscendo che non potevo rilassarmi o distaccarmi dalla mia infaticabile analisi del mondo – specialmente il mondo finanziario – raccomandava che praticassi la meditazione.

“Scusa,” dissi, “Non funziona per me. Non riesco a stare fermo abbastanza a lungo per ottenere benefici dalla meditazione. “

Quindi lui mi ha chiesto:” Hai mai provato la pratica dell’High Rate Variability – l’allenamento HRV? “.

Io ho risposto: ” No, che cos’è? “

Ti concentri solo sulla respirazione, usando il biofeedback, per misurare la regolarità della tua frequenza cardiaca. Il cuore, come è noto, registra tutte le nostre emozioni e lo stress in tempo reale. Per questo il normale battito del cuore è molto irregolare, anche se rimane all’interno di una banda stretta che oscilla intorno alla media.

L’obiettivo con la pratica del biofeedback è quello di avere il controllo sulla propria frequenza cardiaca, concentrandosi sulla respirazione, rendendola più omogenea, e ampliando la sua ampiezza d’onda.

Il metodo sembrava interessante, ma ho pensato di provarlo solo quando ho riformulato il mio modo di pensare alla meditazione.

Il problema con la meditazione, pensai, era che non era pratico e, peggio ancora, il tempo che passavo a meditare era il tempo che avrei potuto trascorrere analizzando il mondo. Ma alla fine ho ripensato alla meditazione come un modo per lasciare andare il controllo della mia mente cosciente in modo che la mia mente inconscia potesse prendere il sopravvento.

Motivato da questo approccio, ho seguito con entusiasmo la pratica HRV del biofeedback e in poche settimane ho imparato a tranquillizzare la mente già dopo un solo respiro profondo del diaframma, acquisendo la capacità di ottenere una calma simile a quella zen non appena lo desidero.

Ora, ogni volta che ho bisogno di staccarmi dal mondo o dallo stress della vita quotidiana e di permettere alla mia mente di riposare, semplicemente mi concentro e inspiro dal mio diaframma. E lo faccio molte volte al giorno – un minuto qui, un minuto lì – e almeno una volta al giorno “spreco” un più ampio intervallo di tempo – dai 15 ai 20 minuti – meditando in questo modo. Ma, naturalmente, non è tempo perso, dal momento che l’aumento della creatività e della produttività di queste numerose sessioni di “recupero” è molto più prezioso del tempo che trascorro a essere “improduttivo” mentre medito.

La meditazione è uno dei più pratici e potenti strumenti per aumentare la produttività mai creati e imparare a meditare è uno dei migliori investimenti che abbia mai fatto.

Il monitoraggio con il biofeedback per il controllo del battito del cuore e della mente – rileva i battiti del cuore e invia un grafico allo smartphone. Libro consigliato: The Heartmath Solution di Doc Childre.

Per chi vuole approfondire e capire meglio cosa è il biofeedback e l’allenamento HRV il sito è: http://www.drleahlagos.com/new-york-biofeedback.html

LEZIONE DI VITA: APPREZZARE E ASCOLTARE GLI ALTRI PER AVERE SUCCESSO ED ESSERE FELICI

In questa parte dell’intervista – siamo quasi a metà – Robinson confessa la sua natura di introverso. Un introverso al limite del patologico:

Sono un introverso di natura, tanto che alcuni amici mi hanno rivelato che c’erano studenti al liceo, miei compagni di classe, che non mi avevano mai visto parlare, non una volta in tutte le superiori.

Quando mi sono laureato ad Oxford dopo aver lavorato alla Wharton School dell’Università della Pennsylvania, avevo iniziato ad uscire da questo mio mondo interiore, ma ero ancora molto lontano dalla normalità.

Mi piaceva la compagnia di altre persone, ma solo per brevi periodi – 15, 30 minuti – oltre i quali raggiungevo il sovraccarico e dovevo smettere per ricaricarmi.

Devo il mio successo nel mondo del business e degli affari alle mie intuizioni, alla mia immaginazione e al lavorio della mia mente. Quindi, sono stato immerso nel mondo delle idee molto più di quanto non facessi in quello delle persone. Più idee mi venivano in mente e più successo avevo.  E’ stata una sorpresa che ho avuto relativamente tardi nella vita – in effetti, solo nell’ultimo anno – quella di scoprire che, se vuoi cambiare il mondo, devi includere gli altri nei tuoi piani e nella tua visione.

Non solo. Ho scoperto gli immensi piaceri e le soddisfazioni che possono derivare dal concentrarsi sugli altri e metterli al primo posto, e dalla sorprendente scoperta che più ho dato agli altri, cosa che ho sempre fatto, più l’universo mi ha dato in cambio, mentre in passato, quando uscivo e incontravo altri, sarei rimasto invariabilmente perso nei miei pensieri. Ora, invece, non sono concentrato unicamente sulle mie idee, ma sull’essere in collegamento con gli altri.

…le mie tre regole guida della vita:

  1. connettersi con gli altri;
  2. cercare di creare divertimento e gioia per gli altri;
  3. essere disposti in ogni momento e in ogni incontro a vivere “momenti di magia”.

Questa scoperta ha profondamente modificato il mio percorso di vita, rivelando per la prima volta la mia vera missione su questo pianeta, tanto che ora divido la mia vita in due periodi: pre-scoperta degli altri e post-scoperta.

Adesso non vedo l’ora di uscire di casa, ogni giorno, chiedendomi quale magia creerò incontrando altre persone. I miei giorni hanno ora un ritmo naturale di alternanza tra introversione ed estroversione simile alla respirazione. Quando sono solo, inspiro le mie idee, e poi, con gli altri, espiro. Il numero di persone straordinarie e di momenti di serendipità e successi che mi sono capitati da quando ho abbracciato questa consapevolezza degli altri … è stato a dir poco stupefacente.

CONSIGLIO AI GIOVANI: SPERIMENTATE E COLTIVATE L’INTELLIGENZA EMOTIVA, l’ENTUSIASMO E LA VISIONE POSITIVA DELLA VITA

Questa parte dell’intervista è forse quella con la quale mi sento più in sintonia perché la penso esattamente come Robinson. Secondo lui, un giovane che esce dal mondo scolastico entra in un ecosistema completamente nuovo e sconosciuto per lui. Come affrontarlo?

Le regole sono cambiate, il gioco non è più quello fissato dalla società dove è stato necessario partecipare, consciamente, o inconsciamente, senza poter far nulla al riguardo. Il mondo reale è molto diverso dalla scuola e molto di ciò che funzionava lì non va più bene nel mondo reale.

Quindi, il consiglio di Robinson è quello di adottare un atteggiamento sperimentale nei confronti della vita, testando continuamente ciò che funziona per ciascuno di noi e cosa no.

…non ci sarà qualcuno a dirci cosa fare o ad assegnarci dei compiti. Non ci sarà un programma di corsi strutturati dettagliatamente o di compiti assegnati e con un professore che valuterà il nostro lavoro e che darà un voto. Bisognerà trovare altri incentivi che non quelli del giudizio dei professori.

Un’altra enorme differenza è che per la prima volta non si sta più insieme ad un gruppo di coetanei più o meno della stessa età con le stesse aspirazioni, gli stessi modi di pensare. Ora bisognerà interagire con un ampio spettro di umanità, in tutta la sua deliziosa, ma a volte impegnativa, diversità. Quindi, ci sarà bisogno di acquisire una nuova serie di abilità e modi di relazionarsi con gli altri, e coltivare quella che viene chiamata “intelligenza emotiva”.

I ritmi della vita saranno quelli che stabiliremo noi piuttosto che le strutture e gli orari dettati dall’anno accademico. Questa mancanza di struttura sarà più o meno disorientante, e più svilupperemo routine quotidiane o settimanali, meglio sarà.

Un’altra raccomandazione: invece di chiederci, “Cosa vogliamo fare?”, chiediamoci piuttosto: “Chi vogliamo essere?” Qualsiasi cosa si stia facendo per lavoro, bisogna farlo con tutto il cuore, anche se ci si rende conto che è un passaggio transitorio mentre si cerca qualcosa di meglio. Non bisogna pensare che “lo farò per il resto della vita”. Non succederà, ma se questo è l’atteggiamento, si perderanno molte occasioni. Se c’è una sola qualità che viene sottovalutata nel determinare il successo, non è quella ovvia dell’intelligenza, o quella delle buone abitudini o della disciplina o della capacità di lavorare sodo. Piuttosto è l’entusiasmo. Essere sempre entusiasti così che gli altri vorranno stare con noi, e lavorare con noi: è così che avremo successo.

…Benjamin Disraeli ha detto che il segreto del successo è essere pronti per la propria opportunità quando si presenta…

Il successo nel mondo dipende in gran parte dalla capacità di creare visioni convincenti e positive del futuro a cui gli altri si sentono irresistibilmente attratti. Questo non vale solo per la vita professionale, ma anche per la vita personale e perfino sentimentale. Proviamo a capire quale è la nostra missione personale: chi vogliamo essere?

Mark Twain ha detto: “I due giorni più importanti della tua vita sono il giorno in cui sei nato e il giorno in cui scopri il perché”.

Non appena scopriamo quale è la nostra missione, allora raggiungeremo i nostri obiettivi personali e professionali. Bisogna scoprire cosa ci piace fare e cosa sappiamo fare meglio e coltivare quel talento o quei talenti.  Cercare posti di lavoro o situazioni in cui quei punti di forza e quei talenti sono più richiesti. Gli obiettivi più importanti nella vita, incluso l’amore, il successo e la felicità, non vengono mai raggiunti perseguendoli direttamente.

Coloro che sono focalizzati sulla ricerca dell’amore, ad esempio, in realtà distolgono l’attenzione dall’essere quel tipo di persona amorevole e amabile che attirerebbe l’amore che stanno cercando. E se l’obiettivo è avere successo o essere ricco o altro, l’attenzione non deve essere focalizzata sulle attività e sui compiti o verso quelle persone che secondo noi ci porteranno a quel successo e alla ricchezza. L’amore, il successo e la felicità ci prendono di sorpresa, quando la nostra attenzione è concentrata nel fare e nell’essere al nostro meglio.

COME REAGIRE NEI MOMENTI DI SOVRACCARICO

Quando si sente sopraffatto, per Robinson quello è un momento adatto per fermarsi e porsi la domanda:

“Sto vivendo il mio “io” migliore?”

…e se la risposta è “NO”, si chiede come poter reimpostare, recuperare l’equilibrio e riprendersi.

In questi momenti il faro che lo guida è sempre “la missione”. Ma a volte succede di assumere troppi impegni lo stesso e allora bisogna chiedersi: “Quale attività o impegno è possibile tagliare per liberare più tempo possibile ?”. Basta, semplicemente, riprogrammarla.

Ma l’abitudine che mi sembra ancora più efficace è quella di lasciare un giorno, ogni settimana, completamente libero da impegni, immaginando di essere fuori città per non avere la tentazione di riempirlo nemmeno con gli amici o altre attività. Poi, se si presenta un’emergenza o lui rimane indietro e si sente sopraffatto, sa di avere un “giorno libero” da usare come meglio preferisce.

SAPERE DIRE DI NO

Una delle “lezioni” più importanti da imparare è quella su come dire di no.

Robinson trova questa cosa particolarmente difficile a causa del suo innato ottimismo e del suo instancabile entusiasmo, e perché si aspetta che ogni momento e ogni incontro abbiano la loro dose di “magia” o di “miracoli”. Ma il problema è che dire di sì troppo spesso, porta ad un sovraccarico di lavoro e all’esaurimento delle proprie risorse fisiche e di tempo.

Come ha risolto, allora? Semplicemente ponendosi questa domanda:

il fatto di dire sì a questa richiesta farà avanzare uno degli obiettivi importanti della mia vita? ed in particolare la mia vocazione o la mia missione?

…Di nuovo, la chiave di volta è avere una missione personale nel mondo, che non solo ti darà un forte impulso verso la giusta direzione, energia e motivazione personale e professionale; ma è anche un filtro con cui poter decidere se dire SI a qualsiasi opportunità a breve o lungo termine possa sorgere in un determinato momento.

Bisogna sempre tenere presente che il tempo trascorso in attività non correlate alla propria missione è tempo che sottraiamo a quella. Non che tutto il tempo debba essere dedicato a quello, ovviamente. Ci saranno altri obiettivi nella propria vita personale e professionale. E a volte si ha davvero solo voglia di scherzare e divertirsi. Ma, prima si capisce quale è la propria missione, e prima tutti gli altri aspetti della vita andranno al loro giusto posto.

L’ABITUDINE UN PO’ PAZZA: SCATENARE EFFETTI POSITIVI A CATENA CON ATTI DI GENTILEZZA INASPETTATI

Robinson prova una gioia infinita nel “tendere imboscate” inaspettate ad estranei con atti di gentilezza.

Ad esempio, dopo aver ordinato il mio caffè, darò al cassiere di Starbucks un biglietto da venti dollari e gli dirò che offro alla persona che sta dietro alla persona dietro di me qualsiasi cosa lui o lei voglia. E di dargli anche il resto. Non chiedo di farlo con la persona immediatamente dietro di me, perché lui o lei potrebbe sospettare che io sia stato il benefattore misterioso. Dopodichè, mi siedo con il mio caffè in un posto lontano e osservo le reazioni delle persone: la confusione cede il passo ai sorrisi quando chi ha beneficiato del mio atto di gentilezza capisce di aver avuto un regalo senza dover fare nulla in cambio.

 A volte la persona lascia il resto della consumazione che gli è stata regalata ad altri che sono in fila. In qualsiasi caso il beneficiario sorriderà e io saprò di aver causato un effetto a catena positivo nella vita quotidiana di quella persona.

Amo diffondere la magia.

CONCLUSIONI…mie…

Concludere questo lungo post con alcune osservazioni, come ho già fatto per il post sui principi di Ray Dalio, non è facile. Credo che ognuno debba trarre gli insegnamenti che preferisce e tutti i suggerimenti di Adam Robinson valgono, secondo me, moltissimo. Sicuramente leggerò il libro e proverò a mettere in pratica la tecnica di meditazione che si basa sul controllo del battito del cuore. Una modalità di cui non avevo mai sentito parlare prima ma che può aiutare molti che non si sentono portati verso le altre più classiche forme di meditazione.

Eppoi, cercherò di avere sempre in mente il suggerimento di aprirsi agli altri e di lasciare che le persone, il contatto, lo scambio di idee, generino la magia di cui lui parla. Anche io sono una introversa di natura e non mi dispiace esserlo. Ma so anche che molto spesso interagire con le persone, soprattutto con chi non si conosce, arricchisce e dà una marcia in più alla nostra giornata.

Infine, per quanto riguarda l’approccio alla vita e l’entusiasmo quale ingrediente fondamentale da aggiungere a qualsiasi ricetta noi vogliamo preparare, bè, quello non mi manca di certo e non avrò problemi a continuare ad averne in abbondanza!

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