COME AFFRONTARE I MERCATI TURBOLENTI E VOLATILI CON IL GIUSTO ATTEGGIAMENTO…e con la giusta strategia

Foto di Dawid Zawiła su Unsplash

È un periodo difficile, questo, per chi investe e fa trading con l’obiettivo di raggiungere la propria indipendenza finanziaria. Ottobre è stato uno dei mesi peggiori per il mercato azionario globale degli ultimi anni: 8 per l’azionario USA, mentre l’Eurostoxx ha vissuto la principale flessione da 7 anni a questa parte.

Investire e guardare al lungo termine è sempre la scelta migliore. Ed è inutile cercare di prevedere l’andamento del mercato – comprare e vendere al “momento giusto” – per batterlo. Quello che però si può fare è prepararsi alle diverse eventualità ed a ciò che il futuro può riservarci. 

Prepararsi da soli, ragionando con la propria testa, senza ascoltare “consulenti” di vario tipo che promettono mari e monti e assicurano lauti guadagni. Queste persone non fanno altro che venderci i loro servizi sostenendo di riuscire a battere il mercato (vedi anche IL PICCOLO LIBRO DELL’INVESTIMENTO DI BUON SENSO). Servizi per i quali chiedono la modica percentuale del 2% sul portafoglio gestito, ogni anno, senza se e senza ma.

E, allora, come possiamo essere preparati a questa volatilità dei mercati?

Per prima cosa, come ho già detto, guardando al lungo termine.

E, secondo, non facendoci prendere dal panico.

Ma, ancora più importante, risparmiando ed investendo tutto quello che possiamo nel mercato azionario. O, ancora meglio, suddividendo il portafoglio con la regola dell’80: 80% in azioni e 20% in obbligazioni.

A meno che non si abbia in mente di acquistare una proprietà immobiliare o di fare qualche altro tipo di investimento importante come, ad esempio, aprire una attività imprenditoriale (leggi QUI se vuoi delle idee che possono aiutarti a trovare una via diversa dal solito impiego fisso). In questo caso vale la pena tenere il 50% del proprio denaro investito nel lungo termine in azioni (indici passivi a basso costo), e il 50% liquido. Così da essere pronti nel caso si dovesse presentare una opportunità e senza bisogno di vendere azioni in perdita. La regola d’oro è non investire in azioni se si ha un orizzonte temporale di breve termine perché potrebbe succedere di tutto. Da un tracollo completo ad un nuovo periodo di crescita. Nessuno lo sa.

E, ancora, un consiglio che mi sento di dare è quello di avere un piano, una strategia, e continuare a risparmiare una buona fetta di ciò che si guadagna, sempre e comunque.

Per un aiuto, una spinta a risparmiare, c’è una app scaricabile gratuitamente sullo smartphone che fa tutto per noi: OVAL.

Avere una strategia è importante perché è più semplice seguire le regole che ci si è dati che andare alla cieca senza essere consapevoli di ciò che si fa. Così non verremo presi dall’ansia “ho fatto bene? ho fatto male?”. Bisogna avere obiettivi chiari e sapere come intendiamo raggiungerli. E non mollare mai.

E ciò che è importante aggiungere, è che bisogna diversificare ed essere consapevoli che il mercato azionario, sin dal lontano 1928, ha avuto costantemente alti e bassi, ma è sempre cresciuto nel tempo.

Certo, quando c’è un crollo si soffre ma non per questo bisogna scappare. Anzi. L’errore che molti hanno fatto – e continuano a fare – è quello di tenere i propri soldi liquidi (senza avere l’esigenza, come abbiamo visto sopra, di acquistare un immobile o investire su se stessi), credendo così di non correre rischi.

Ma il rischio è, invece, molto più grande, perché il denaro da un lato si svaluta, e dall’altro perché non si ha il vantaggio dei profitti che si accumulano negli anni e che portano altri profitti. In gergo si chiama “costo-opportunità”. In parole povere, “si perde il treno”. E questo ha un costo per chiunque NON investa. Fare investimenti, anche piccoli, ma in maniera costante, ogni anno, permette di recuperare nei momenti di crollo come questo molto più in fretta nel tempo.

Personalmente non ho vissuto l’esperienza dei crolli “epocali” del 2002 e del 2008, se non indirettamente. A quel tempo non avevo iniziato ad investire e quindi non ero coinvolta emotivamente in quella situazione.

Però, negli ultimi anni di turbolenze se ne sono verificate parecchie e quelle, devo dire, non sono mai state piacevoli. E’ brutto vedere il proprio portafoglio ridursi di giorno in giorno…ma è inevitabile.

E qui apro una altra piccola parentesi che comunque si accorda bene con l’argomento di questa settimana, le criptovalute. Perché sono state le criptovalute che mi hanno insegnato tanto riguardo a come gestire emotivamente la volatilità.

Ho iniziato a fare trading con le criptovalute dalla primavera del 2017 sulla piattaforma di trading online EToro (ATTN: il link è di affiliazione), proprio all’inizio del forte mercato rialzista. Ho visto il mio portafoglio crescere a dismisura nel dicembre dello scorso anno e, ad un certo punto, ho venduto qualcosa per fare del profitto.

Ma, evidentemente, non ho venduto abbastanza perché, dopo questa enorme corsa al rialzo, ho anche visto il portafoglio crollare del 70% e arrivare a valere un terzo di quello che era solo 10 mesi fa. Una lezione che non dimenticherò tanto presto.

Sono stata poco prudente e, soprattutto, sono diventata avida e, invece di trarre profitto dalla chiusura di qualche posizione e di re-investire il guadagno in altri asset, come gli ETF, ho lasciato che il profitto rimanesse lì e alimentasse speranze di ulteriore crescita. Certo, ho fatto notevoli guadagni sulla carta, ma in questo momento quei guadagni non ci sono più.

Ripeto, ho imparato la lezione. Sto ancora facendo trading – sempre sulla piattaforma online EToro – ma con l’obiettivo di abbassare il prezzo di acquisto delle criptovalute che ho in portafoglio e, soprattutto, con uno sguardo molto lontano a quello che sarà il futuro dei Bitcoin, in cui continuo a credere fermamente. La mia strategia è di acquistare ancora, anche una minima frazione di Bitcoin per volta, con l’obiettivo di arrivare a possederne un certo ammontare nel lungo termine. All’arrivo della prossima crescita esponenziale, venderò quello che posso ma terrò in portafoglio quello in cui credo davvero: i Bitcoin.

Quindi, in sintesi, e per concludere, non dobbiamo preoccuparci dei recenti movimenti nel mercato azionario. È normale, la crescita riprenderà. Ma è importante mettere per iscritto i nostri obiettivi, elaborare un piano per arrivarci e mantenere la barra del timone nella giusta direzione e non farsi sopraffare dalle emozioni.

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