Chi sono

 

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Sono una persona dinamica e curiosa, anche se figlia di un sistema arcaico che normalmente soffoca queste “caratteristiche”. Un sistema del quale ho percorso tutte le tappe canoniche: dal Liceo Classico (vissuto e frequentato con una ansia che oggi mi sembra a dir poco assurda e che non mi ha insegnato né ad essere critica né a saper fare alcunchè) alla laurea in Economia e Commercio. Una laurea presa senza quell’entusiasmo che lo studio della “scienza triste” (sic!) avrebbe dovuto scatenare in me. E senza essere stata né ispirata nè ammaliata da quasi nessuno dei numerosi “professori” susseguitisi negli anni e che insegnavano cose che loro stessi non avevano mai realmente portato avanti concretamente nel mondo del lavoro.

Gli impieghi “a tempo indeterminato” tanto agognati dai giovani di oggi non mi sono mancati. Da quello presso la sede di una banca olandese a Milano dove, finalmente, ho imparato qualcosa sui bilanci e sulla finanza, all’assunzione nell’ufficio commerciale dell’Ambasciata Britannica a Roma (UK Trade and Investment). Per approdare, non senza altre esperienze che qui sarebbe troppo lungo elencare, nell’orbita dell’apparato pubblico italiano. Era l’anno 2000 ed essere tra i vincitori di un concorso molto selettivo, “prescelta” tra migliaia e migliaia di candidati, mi aveva reso felice, stra felice, super felice. Anche perché ero sicura che avrei fatto un lavoro entusiasmante, che mi avrebbe portato all’estero, con una missione vera, concreta. Mi illudevo.

Dopo qualche anno, e soprattutto dopo cinque anni trascorsi a NEW YORK per l’amministrazione pubblica italiana di cui sopra, mi sono data da fare e ho cercato altrove stimoli e riconoscimenti. Grazie ad un Master al Politecnico di Milano ho avuto un prestigioso incarico come valutatrice di progetti per la commercializzazione e la valorizzazione della ricerca scientifica dallo European Research Council. Un esperienza straordinaria, che mi ha permesso di riconnettermi con uno dei miei interessi giovanili, la scienza in generale e la fisica in particolare.

“Una cosa tira l’altra” e, forte anche della esperienza statunitense, ho incominciato ad investire come micro Venture Capitalist e Business Angel in start up innovative. Con l’equity crowdfunding, grazie a piattaforme quali AngelList e Crowdfunder ho incominciato ad esplorare un mondo affascinante e a comprendere i meccanismi degli investimenti a grande rischio ma con ritorni potenziali enormi. Un mondo di opportunità che, debitamente considerate e soppesate, può rappresentare una rivoluzione copernicana nel modo in cui i “piccoli” risparmiatori possono essere parte attiva di un processo di grandi cambiamenti tecnologici e nel supporto all’imprenditorialità e all’innovazione.

Infine, non meno importante, ho curato la creazione ed il lancio del sito di ecommerce di un marchio di abbigliamento per neonati e la presenza dello stesso sulla piattaforma ETSY ( ChiaralunaMaglieria ) e su AMAZON Made in Italy (Chiaraluna). Anche qui ho imparato tantissimo e ho capito che il futuro del made in Italy sta in questi nuovi strumenti ed in una presenza on line efficace.

I miei luoghi. Nata e cresciuta a Napoli, sono “scappata” a Rotterdam subito dopo la laurea e ci sono rimasta per un anno come ragazza alla pari (a quel tempo non c’era ancora l’erasmus!).  Tra l’impiego alla banca olandese prima, e il lavoro presso il Consolato Australiano, poi, Milano è stata la mia città per altri 4 anni. Ma, ancora, e come ho già detto, a New York ho trascorso cinque meravigliosi, fantastici anni. Anni nei quali ho imparato tantissimo promuovendo il meglio del nostro made in Italy. Ma sono stata anche periodi di tempo prolungato in Australia, a Londra, in Kirghizistan (ex repubblica sovietica). A Leeds, in Inghilterra, subito dopo il diploma di liceo classico, dove ho lavorato per tre mesi in una casa di riposo per anziani. Roma, invece, è stata la mia “base fissa” sin dal 1996. E, ancora, Trieste…la città dove è nata mia mamma e che ho nel cuore perché mi riporta alle mie “radici nordiche” e dove torno appena ne ho l’occasione. Infine, Siviglia, dove vivono i miei due fantastici nipotini che, spero, un giorno leggeranno queste mie “elucubrazioni” con cui vorrei trasmettergli il mio entusiasmo per la vita e per le opportunità che ci offre!

Con la fantasia, poi, ho esplorato ancora di più: libri (cartacei e digitali), podcast, TED Talk e corsi on line MOOC (Massive Open Online Course) che mi hanno dato una carica e un entusiasmo sempre maggiori. Un universo immenso in cui scopro ogni giorno una “gemma” diversa.

Arrivata alle soglie dei 50 anni sento il bisogno di trasmettere tutta la mia esperienza, la consapevolezza di me e l’entusiasmo che continua ad alimentarmi: è arrivato il momento di mettere “in vetrina” e condividere tutto questo, proprio attraverso un sito che mi rappresenti e che possa servire da stimolo e da incentivo, dare idee e spunti concreti a chi, come me è curioso e vuole riappropriarsi del proprio tempo e della propria vita.

E, per concludere questo mio “profilo”, prendo a prestito le parole del sociologo Domenico De Masi  (uno dei mentori virtuali che mi accompagnano regolarmente anche se loro non lo sanno) e che definisce una categoria di persone, i “digitali”, in cui io mi ritrovo perfettamente. Dice De Masi:

I digitali sono persone che sperano nel controllo delle nascite, nell’aumento del tempo libero, nei nuovi farmaci, nelle biotecnologie, in Internet, nello sviluppo scientifico, nella longevità, nella solidarietà umana, nella diffusione della cultura, nella globalizzazione, nel welfare…e che considerano questa vita come un’avventura unica ed esaltante, che la scienza e la tecnologia rendono sempre più godibile. I digitali danno poca importanza sia al denaro fine a se stesso, sia al consumo come simbolo di status. Curano il proprio corpo ma non vestono in modo costoso, apprezzano più la conoscenza che l’apparenza. I digitali – anche se “disoccupati” – non se ne stanno mai con le mani in mano: producono cinema e musica sperimentale, stampano giornali e riviste, assistono anziani e handicappati, viaggiano, navigano su Internet, creano e vendono bigiotteria, animano centri sociali. Benchè emarginati dal turbocapitalismo, queste persone si battono per cambiare il mondo…